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Fomes fomentarius

“E’ ancora vivo in me il ricordo dei racconti cui mia madre era solita ricorrere per attirare la mia attenzione quando, come si è soliti fare con i bambini, era necessario farmi stare tranquillo per il pasto o per lasciarmi addormentare ascoltando la sua calda voce. Ella andava a ritroso nel tempo, ricercando, tra i suoi ricordi, piacevoli esperienze che la riportavano indietro sino al periodo dei suoi anni verdi quando,  ancora fanciulla, era solita accompagnarsi ai suoi coetanei nei boschi che circondano l’abitato di Tusa, piccolo centro montano del messinese nella catena  dei monti Nebrodi, unitamente a Nicoletta, Giuseppina, Santina, improvvisandosi “funciari” (cercatori di funghi), sapientemente guidati nella ricerca da “zu Cicciu” (zio Ciccio – Francesco), “esperto locale” nel riconoscimento delle varie  specie e profondo conoscitore – solo in maniera empirica, purtroppo - delle abitudini di questi simpatici abitanti dei boschi. Costui, “micologo improvvisato”, si lasciava andare a tante dissertazioni che allora, come ancor oggi succede, venivano tramandate da generazione in generazione senza avere alcun supporto scientifico, nate dalle molte superstizioni legate alla mancanza di conoscenze scientifiche sul “Regno dei Fungi”.

Agaricus bisporus variante albidus

Parte Prima 

Con il nome generico ma non sempre appropriato di “Prataioli”, in quanto non sempre legati, per quanto riguarda la loro crescita, ad un ambiente praticolo, si intende identificare numerose specie di funghi appartenenti al Genere Agaricus.

Si tratta di macromiceti che, come si evince dalla denominazione generica di prataioli, sono soliti avere il proprio habitat nei prati, su letame o cumuli di sostanze organiche, non disdegnando, comunque, anche la fruttificazione in habitat boschivi. Crescono generalmente aggregati in piccoli gruppi e raramente cespitosi. Nel genere sono annoverate specie micorriziche e saprofite ma mai lignicole.

Leccinum scabrum

Conosciuti, sull’intero territorio nazionale, con la denominazione comune di “Porcinelli”, i Leccini meritano, a pieno titolo, tale appellativo, soprattutto per la loro spiccata somiglianza con i più pregiati e ricercati “Porcini” con i quali spesso vengono confusi, tanto che, non di rado, nei mercati rionali vengono venduti spacciandoli per questi ultimi.

A tal proposito mi piace riportare, solo per curiosità aneddotica, un episodio vissuto personalmente qualche tempo addietro quando, su invito di un amico, incontrato per le vie del centro nella città di Messina, venivo “spinto ad ammirare dei meravigliosi porcini” posti in vendita in un negozio di frutta e verdura sito nelle immediate vicinanze ove, ben predisposta per l’esposizione, faceva bella mostra una cassetta di funghi accompagnata da un cartellino con la scritta: “Porcini…€ 25,00 Kg.”.

Morchella esculenta

I rigori di quest’ultimo rigido e lungo inverno restano ormai alle nostre spalle e la bentornata primavera li spinge sempre più lontani con il tepore delle sue giornate. La natura torna a vivere in tutte le sue espressioni e, con il ritorno della primavera, ritorna, in quanti come noi amano la vita all’aria aperta, il desiderio di fare lunghe e salutari passeggiate nei boschi non disdegnando, all’occorrenza, incontri ben predisponenti nei confronti dei prodotti spontanei della natura, tra i quali, ovviamente, non possono mancare quei curiosi esserini che, posizionati in botanica nel “Regno dei Fungi”, incominciano a fare le loro prime apparizioni. Ed ecco che micologi, micofili o, ancor più, semplici micofagi, tirata fuori dal ripostiglio l’attrezzatura necessaria (scarponi, bastone e cestino), a suo tempo riposta per la diminuita fruttificazione fungina dovuta al periodo invernale, meno propizio alla raccolta, si riversano nei boschi nella consapevolezza che la fruttificazione primaverile sta per iniziare.

Amanita ponderosa

Abbiamo più volte affermato, nelle nostre precedenti “dissertazioni  micologiche”, che “l’Andar per Funghi” anche nel periodo invernale o nelle stagioni meno propizie alla raccolta, può essere, oltre che una sana e salutare passeggiata a contatto con la natura, anche fonte di piacevoli sorprese, specie per quanti, come noi, sono soliti recarsi nei boschi non per soddisfare desideri di natura gastronomica, ma per dedicarsi alla ricerca di macromiceti interessanti dal punto di vista micologico ed al fine di approfondire le proprie conoscenze nella determinazione delle varie specie fungine.

Tricholoma saponaceum

E’ profondamente radicata, anche tra quanti sono soliti fare uso dei funghi quali prelibatezze gastronomiche e tra quanti altri assumono come verità le tante credenze sui funghi che solitamente vengono tramandate da padre in figlio, la convinzione che questi prelibati e ricercati “abitanti dei boschi” facciano la loro apparizione esclusivamente nel periodo autunnale ed in coincidenza con l’aumento dell’umidità stagionale dovuta alle tipiche precipitazioni atmosferiche del periodo.

Riteniamo, in merito, di dover dissentire da tale errata e fuorviante convinzione in quanto i funghi sono soliti nascere, crescere e riprodursi durante l’intero anno solare privilegiando, a seconda delle varie specie, il riprodursi in una o in altra delle quattro stagioni; rimanendo, ovviamente, la stagione autunnale quella durante la quale, in considerazione delle più idonee condizioni atmosferiche, legate alla temperatura ed all’umidità ambientale, si ha la maggiore fruttificazione fungina con la crescita di numerose specie, molte delle quali, come gli ovoli ed i porcini, considerate specie di ottima commestibilità e, per tale motivo, ricercate dai numerosi cercatori stagionali.

Amanita caesarea

Conosciuto fin dall’antichità e particolarmente apprezzato per il suo sapore eccellente e per il delicato profumo, è uno dei funghi commestibili più ricercati dai numerosi raccoglitori che, purtroppo, raccogliendolo in maniera indiscriminata già dai primi stadi di crescita (ancora a forma di ovolo), con la presunzione di essere in grado di riconoscerlo e distinguerlo dalle specie velenose anche se non presenta ancora, in maniera netta, i suoi caratteri distintivi, causano un enorme danno all’ecologia boschiva  mettendo a rischio la sua riproduzione e, in caso di confusione con la velenosa e mortale Amanita phalloides (non di rado avvenuta nel caso di raccolta allo stadio di ovolo), anche la vita dei consumatori.

Boletus aestivalis

Puntuali, con l’arrivo dell’autunno e delle prime piogge, i “funciari” (cercatori di funghi), si riversano, fin dalle prime luci dell’alba, nei boschi alla ricerca di quei curiosi “esserini” che, in questo periodo, popolano le aree boschive.

Da sempre apprezzati in cucina per il loro particolare sapore, i funghi catturano l’attenzione di quanti vogliono coniugare il piacere di una sana e salutare passeggiata nei boschi con l’appagamento dei sensi del gusto.

Le prede più ambite, ovviamente, ovuli e porcini! Attenti però al loro corretto riconoscimento, la possibilità di fare confusione tra le innumerevoli specie esistenti è sempre in agguato e può riservare, per i meno esperti, spiacevoli sorprese anche con conseguenze drastiche ed irreversibili.

Una città, alla ricerca di se stessa, tende a riappropriarsi del proprio passato, quasi a voler esorcizzare la violenza di un “mostro”, sempre in agguato, che si cela nell’inconscio dei suoi abitanti. In quest’ottica è nato il concorso “ ’A Cona più bella- Il Natale di tradizione a Messina”, giunto già alla V edizione. Nata su iniziativa di Alessandro Fumia, appoggiata dall’ Associazione Amici del Museo di Messina, in collaborazione con il Museo “ Cultura e Musica popolare dei Peloritani” di Gesso e con il Centro Studi Cateriniani “Mons. Giuseppe De Maria”, la manifestazione tende a valorizzare e diffondere la “Cona”, un apparato natalizio, sia domestico che pubblico, tipico della tradizione messinese e peloritana in genere.

Nell’atmosfera sacrale della Basilica Cattedrale di Messina, il 19 Dicembre alle ore 19,00, per  festeggiare la ricorrenza del Santo Natale, Stefania  la Manna, organista e pianista messinese di chiara fama, si è esibita ,con la perizia che le è consueta, in un concerto sul grande organo Tamburini.

L’evento intitolato “Insieme verso il Natale “ è stato organizzato dall’Associazione Adset , presieduta dal Prof. A. Miceli e costituita da dirigenti scolastici, in quiescenza o ancora in servizio, che hanno deciso di consociarsi ,per far convergere capacità, energie, inclinazioni al fine di favorire, in modo esponenziale, la crescita culturale e sociale della comunità sociale della  città.

 

Nella città dei “Bamminiddhari” (bambinelli di cera plasmati dalle abili mani di illustri artisti), in cui l’arte del presepio era coltivata con grande perizia, tanto da essere apprezzata in  molte parti d’Italia e d’Europa, si colloca la mostra di presepi di Rosanna Marullo,  inaugurata Mercoledì , 10 Dicembre 2014,ore 18,00 e aperta fino al 20, presso la Galleria d’arte ”Il Gabbiano” corso Cavour 119. Artista sensibile già nota autrice di paesaggi, Rosanna, pur non alterando i simboli essenziali della Natività, rinnova gli schemi classici della composizione” presepiale” e intitola la mostra “La mia canzone per Natale”.

"Essere donna: una sfida che non annoia mai"

pubblicato su Moleskine gennaio 2015

Una scrittrice, una giornalista, un'attivista, ma soprattutto una donna con la "D" maiuscola. Ci ha lasciato nel 2006, a 77 anni, dopo una vita vissuta intensamente fino all'ultimo, nonostante una malattia, che da tempo la divorava lentamente. Ha scritto dodici libri e ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo. Molte sue frasi sono diventate celebri come vere e proprie perle di saggezza e di riflessione.

Pensando a lei, siamo portati a vederla come una combattente sempre in prima linea, sprezzante del pericolo, dotata di una straordinaria auto disciplina, di una determinazione e di una puntigliosità fuori dal comune. In realtà nel libro "Oriana una donna" (Rizzoli) prima e unica biografia autorizzata, scritta da Cristina De Stefano, scopriamo come la Fallaci sia stata nel privato, una donna delicata, fragile, dolce, romantica e allegra, con una personalità meno "monolitica", come dice l'autrice, rispetto all'immagine corrente.

Le letterine a Santa Claus ci raccontano i desideri e le preoccupazioni dei nostri bambini

Pubblicato su Moleskine Dicembre 2013

Se vogliamo conoscere e capire un bambino, non facciamogli domande, osserviamolo e impariamo a leggere i messaggi che egli ci invia, prestiamo attenzione a come si comporta da solo o in mezzo agli altri, seguiamolo con lo sguardo quando impugna uno strumento grafico, guardiamo le tracce che lascia sul foglio e i suoi disegni e impariamo a leggerli.

Nel disegno possiamo individuare le sue paure, i suoi desideri e le sue emozioni. I bambini sono acuti osservatori, testimoni attentissimi della realtà e dei rapporti familiari e sono capaci di provare una vastissima gamma di sentimenti spesso incomprensibili per gli adulti.

Pubblicato su Moleskine Anno 7 n. 10 ottobre 2014

L’espressione grafica caratterizza da sempre l’uomo. Numerosi sono stati nel corso dei secoli i sistemi grafici che hanno permesso agli uomini di comunicare fra loro, a partire dai segni e simboli primitivi fino ad arrivare alla nostra attuale scrittura latina, passando per la scrittura cinese, i geroglifici egiziani e i loro derivati, l’alfabeto semitico, la scrittura indiana, araba ecc e tutte queste scritture erano e sono altamente rappresentative delle civiltà delle diverse epoche, esprimono le “sensibilità” di questi popoli. Già dai tempi in cui viveva nelle caverne l’individuo ha sentito il bisogno di lasciare la propria traccia.