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Comunicazione importante

Considerato il protrarsi della situazione di emergenza epidemiologica causata dal diffondersi del "Covid 19", rimanendo in linea con le indicazioni nazionali adottate quale misura preventiva, le attività associative in presenza sono momentaneamente sospese. Continueremo ad incontrarci in modalità remota sulla piattaforma

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I Monti Peloritani

Martedì 23 Febbraio
Ore 17.00
Aula Virtuale: meet.jit.si/adsetsoci
 

Un unicum nel panorama regionale e non solo.

Le lunghe e complesse vicende geologiche e tettoniche, la morfologia, la flora e la fauna, l’architettura civile e militare, l’economia e l’organizzazione sociale presentano in questo ambiente aspetti non riscontrabili in altre parti della Sicilia e con scarse affinità anche in campo nazionale.

In essi è dato trovare il più vasto ed eterogeneo campionario delle rocce reperibili in Italia, comprese quelle in assoluto più rare e antiche, quali le rocce magmatiche e metamorfiche. Condizione, questa, alla base di una serie di situazioni conseguenti altrettanto originali, tra cui basta ricordare: la formazione di giacimenti minerali, oggetto di sfruttamento fino agli anni ’60 del secolo scorso; l’estrema accidentalità del territorio che si manifesta nella successione ininterrotta di creste, di valli e di un reticolo intricatissimo di torrenti; la presenza pressoché illimitata di habitat per piante, animali e forme di vegetazione rare; il particolare tipo di insediamento umano e l’esercizio delle attività economiche prevalenti; perfino il corso di alcuni eventi storici. 

Il Relatore: Giuseppe Giaimi

 

Laureato in Scienze Forestali presso l’Università degli Studi di Firenze, Giuseppe Giaimi ha lavorato per alcuni anni come ricercatore nella stessa Università e all’Istituto Sperimentale di Selvicoltura di Arezzo. Successivamente, vincitore di vari concorsi, ha prestato servizio a Cosenza nel Corpo Forestale dello Stato e a Messina nel Corpo Forestale della Regione Siciliana. Qui, dopo un lungo apprendistato come progettista e direttore di tutti i lavori messi in campo dall’Azienda Foreste Demaniali, ha assunto progressivamente la direzione della stessa Azienda, dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, dell’Ufficio Speciale per la Difesa e Conservazione del Suolo e dell’Ambiente Naturale. Ha insegnato come docente a contratto per tredici anni nel corso di laurea in Scienze forestali e Ambientali presso le Università di Reggio Calabria e Palermo e per quattro anni, sempre a Palermo, nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. È autore di numerosi articoli a carattere tecnico-scientifico e di alcuni libri, tra cui “I Boschi di Sicilia”, “Il Parco dei Nebrodi”, “Il secondo flagello di Messina, le disastrose ricorrenti alluvioni e i tentativi di porvi rimedio”, “Pietro Cuppari, un insigne agronomo messinese del XIX secolo attuale più che mai”.

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