E’ stata una serata coinvolgente  al massimo: don Giuseppe ha meravigliosamente enfatizzato il percorso narrativo di ‘Per vie traverse’ in cui ho voluto cimentarmi alla ricerca di quella umanità che è nell’uomo e dell’uomo quando pure si avvolga nelle bassezze e nelle angustie mentali, che non possono non tradurre da “così basso loco” alle altezze dello spirito, talora addirittura della santità: guardiamo al “figlio di tante lacrime” di S. Monica.

Da parte sua il presidente Angelo Miceli, al quale ho ‘estorto’ la voce stentorea che abbiamo imparato a riconoscergli: è stato tragicamente efficace nella lettura dell’estrapolato  dal capitolo ‘Feroce-grave ed agitato (dies irae)’ , laddove ha condotto gli astanti tra l’ apocalisse del bombardamento di Dresda, facendo loro condividere in assonanza  il dramma bellico medio orientale ed africano dei nostri giorni, che in nulla si discosta tra quella e questa  ecatombe di terra  e di mare; la commozione dei presenti era palpabile, e tutti avevamo davanti gli occhi gli esodi disperati.

Il Provveditore Gustavo Ricevuto, a chiusa del momento culturale, ha arricchito con le sue opportune e pertinenti riflessioni l’andamento culturale della serata.

 

 

E allora, taccio sulla recensione del testo, che magistralmente ci verrà su questi files da don Giuseppe Triglia, e non mi resta da dire che: grazie ADSeT/Direttivo per aver creduto nel mio lavoro ed averlo proposto e per aver voluto sponsorizzare il buffet sopra richiamato; in merito ad esso - l’ho detto in apice - non posso disattendere le aspettative delle/dei Convenuti, che diffusamente mi hanno chiesta la ricetta del ‘Certosino di Bologna’ da me rilevata via internet: eccola a seguire.


    
 INGREDIENTI

  • 320 g di farina
  • 30 g di cacao amaro in polvere
  • 60 g di pinoli
  • 340 g di miele
  • 70 g di zucchero semolato
  • 200 g di mandorle
  • 80 g di cedro candito
  • 1 stecca di cannella
  • 6-7 chiodi di garofano
  • 2-3 semi di anice
  • 4 g di ammoniaca
  • 60 g di cioccolato fondente
  • 1/2 bicchiere di vino rosso secco
  • ostie per foderare lo stampo (facoltative)
  • canditi misti (scorza di arancia o cedro o ciliegie rosse e verdi)
  • miele per lucidare

PROCEDIMENTO

La sera prima lascia in infusione le spezie nel vino rosso. In una ciotola amalgama la farina e il cacao amaro con il cioccolato fondente sminuzzato in maniera molto grossolana (è un piacere ritrovarlo all’improvviso sotto ai denti), i pinoli, le mandorle (avendo cura di conservarne una decina per la decorazione), il cedro candito tagliato a dadini, lo zucchero, il miele, sciolto preventivamente a bagnomaria, l’ammoniaca e il vino rosso che avrai filtrato per eliminare le spezie. 

Mescola il tutto con un cucchiaio fino a ottenere un composto omogeneo. Versalo all’interno di uno stampo di 22 centimetri di diametro, imburrato e infarinato (volendo puoi foderare la base con delle ostie), e lascia riposare per almeno una settimana coperto da un canovaccio.

Trascorso questo tempo l’impasto deve diventare compatto. Poco prima della cottura decora la superficie del certosino con scorze di arance e cedro candite, ciliegie rosse e verdi e alcune mandorle. Cuoci nel forno già caldo a 180° per circa 40-50 minuti. Sforna e, quando è ancora caldo, lucida la superficie con del miele fatto sciogliere a fiamma bassa, aiutandoti con un pennello. Fai raffreddare completamente e conservalo avvolto nell’alluminio; in questo modo si manterrà a lungo.

 

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