L’Uragano Harry, il day-after: dai gravissimi danni al ripristino dei lungomare alle proposte di salvaguardia per il futuro
Apocalypse Now non è, in questo caso, il titolo della celebre opera cinematografica, ma è la reale testimonianza delle devastazioni provocate dal ciclone Harry non solo in Sicilia ma anche in Calabria e Sardegna, oltre che a Malta e in Tunisia, manifestando i suoi effetti deleteri in un’ampia area euro-africana.
Sarebbe un errore gravissimo considerare questo evento come un episodio isolato, in quanto è la tragica testimonianza che il Mediterraneo è transitato nel lungo periodo dalla condizione di Mare Nostrum a quella di Mare Mostrum, a causa dei disastrosi effetti dei cambiamenti climatici che hanno anche provocato l’aumento progressivo delle temperature medie dell’acqua marina.
Non si può e non si deve, perciò, escludere a priori che questi eventi possano ripetersi con una potenza distruttiva ancora più grave, se non si studiano le cause scatenanti e la possibile previsione dei tempi di ritorno e non si mettono in atto iniziative adeguate per mitigare o, meglio ancora, per annullare gli effetti dirompenti.
Bisogna, perciò, passare dalla politica del day after alla politica del day before, cioè, ad una corretta, innovativa ed efficace politica di prevenzione per salvaguardare aree che hanno anche un grande valore storico-culturale e che hanno dato un alto contributo alla formazione della grande civiltà del Mediterraneo, considerato, opportunamente, il Princeps dei mari.
Direttore Collegio Sant’Ignazio
Presidente ADSeT