Leopardi oltre la «siepe»
Nei sei capitoli che compongono la prima parte di questo volume, si ricostruisce l’accidentato percorso letterario del «primo Leopardi» che, liberandosi a fatica dalle pastoie ideologiche e religiose della cultura classicista, perviene, dopo le due «canzoni censurate», dopo l’abbozzo di Telesilla e degli Inni cristiani, alla nichilistica, innovativa scoperta dell’infinito come «indefinito» (e dell’inesistenza dell’infinito).
La seconda parte si articola in tre capitoli: nel primo si ricostruisce, attraverso una capillare lettura dei testi, la meditazione del Contino sulla teoria dei generi letterari; nel secondo, si evidenzia, con un occhio al testo e l’altro alla storia, la componente alfieriana della sua ideologia politica; nel terzo, si illustra la forte incidenza della pedagogia, che andava allora acquisendo i suoi connotati scientifici, nella elaborazione del pensiero leopardiano.
Nella terza parte, si offre l’edizione critica dell’orazione Agl’Italiani del Leopardi stesso.
Saluti
- Maria Muscherà – Direttore Generale, Collegio Sant’Ignazio
- Angelo Miceli – Presidente ADSeT
Introduce e modera
Sergio Di Giacomo – Giornalista
Giuseppe Rando, già professore ordinario di Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Messina, dove ha diretto il Dipartimento di Studi Linguistico-Letterari e della Documentazione Storica e Geografica, è autore di numerosi studi su Parini, Alfieri, Leopardi, Verga, Pirandello, Pascoli e sulla letteratura meridionale; dirige collane editoriali presso Pellegrini, EDAS e Falzea ed è membro del Comitato Nazionale per l’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia di Federico De Roberto.