Tricholomopsis rutilans, l’Agarico dalla chioma rossa

Comunemente conosciuto con la denominazione volgare di “Agarico dalla chioma rossa”, in considerazione del meraviglioso colore rosso-prugna che lo caratterizza, è solito fare la sua apparizione, quale fungo saprofita, sui ceppi marcescenti nei boschi di conifere, già dall’inizio dell’estate protraendo la propria crescita, in rapporto alla tipologia climatica delle stazioni di crescita, fino ad autunno inoltrato. E’ caratterizzato dalla grande variabilità cromatica che va dai colori aranciati a quelli violacei con sfumature di colore prugna-lampone. Incontrarlo nei boschi, per chi come noi predilige la raccolta a fini scientifici e non gastronomici, costituisce particolare soddisfazione che induce a soffermarci su una nuova “Riflessione Micologica”.

 

Genere Tricholomopsis Singer 1939 (1)

Al genere appartengono funghi omogenei (quando la carne del cappello e del gambo presenta struttura similare tanto da rendere difficile la netta separazione tra i due elementi), lignicoli, a nutrizione saprofitica (quando si nutrono di sostanze morte che portano lentamente ed in maniera costante verso la degradazione), di medio-grandi dimensioni, dal portamento tricholomatoide (quando presentano caratteri generali similari a quelli dei funghi appartenenti al genere Tricholoma) con crescita normalmente cespitosa; privi di residui velari, caratterizzati da cuticola (membrana che ricopre il cappello) asciutta e finemente squamettata dai colori accesi che vanno, a seconda delle specie, dal giallo al violaceo; lamelle generalmente adnato-uncinate (quando prima di giungere al gambo formano una piccola ansa concava) sempre di colore giallo; sporata in massa bianca che li identifica quali appartenenti al gruppo dei funghi leucosporei; carne giallastra. La specie tipo è rappresentata da Tricholomopsis rutilans, protagonista della nostra “Riflessione Micologica”.

 

Tricholomopsis rutilans (Schaeff.) Singer

Schweiz. Z. Pilzk. 17: 56 (1939)

 

Basionimo: Agaricus rutilans Schaeff. (1774)

 

Posizione sistematica: classe Basidiomycetes, ordine Agaricales, famiglia Tricholomataceae, genere Tricholomopsis

 

Etimologia: Tricholomopsis = simile ad un Tricholoma; rutilans, dal latino,  = arrossamento con espresso riferimento al colore del cappello

 

Principali sinonimi: Gymnopus rutilans (Schaeff.) Gray (1821); Tricholoma rutilans (Schaeff.) P. Kumm. (1871); Tricholoma variegatum (Scop.) Gillet, (1878); Cortinellus rutilans (Schaeff.) P. Karst. (1879); Pleurotus rutilans (Schaffer.) Dumée (1917)

 

Nomi volgari: Agarico rutilante; Agarico arrossante; Agarico dalla chioma rossa, derivante, quest’ultimo, dalla denominazione comune attribuitagli nei paesi anglosassoni ove è conosciuto come red-haired agaric, con espresso riferimento ai colori arrossanti del cappello

 

Nomi dialettali: perrupatu ‘e lignu, nome dialettale cosentino [Bonazzi, 2003]

 

Descrizione macroscopica

 

Inonotus tamaricis superficie sterile
Tricholomopsis rutilans Foto: Angelo Miceli
Inonotus tamaricis superficie fertile
Tricholomopsis rutilans Foto: Angelo Miceli
Inonotus tamaricis carpofori maturi
Tricholomopsis rutilans Foto: Angelo Miceli
Inonotus tamaricis vecchio esemplare
Tricholomopsis rutilans Foto: Angelo Miceli

Cappello di medie-grandi dimensioni, raggiunge facilmente i 15 cm. di diametro, inizialmente conico-convesso, poi, verso la maturazione, appianato, a volte con largo umbone ottuso, con orlo involuto; la cuticola si presenta ricoperta da squamette che conferiscono un aspetto lanoso, feltrato, nell’insieme di acceso colore rosso-lampone, rosso-prugna su fondo giallo oro, colore, questo, che diviene sempre più evidente verso la maturazione del carpoforo per il diradarsi delle squamette. Lamelle da adnate (quando si uniscono al gambo per tutta la loro altezza) a smarginato-uncinate (quando si uniscono al gambo formando, prima del contatto, una piccola ansa concava), fitte ed in parte anastomizzate (quando si presentano unite tra di loro da pieghe o nervature trasversali), di colore giallo oro intenso con filo fioccoso. Gambo cilindrico, robusto, inizialmente pieno poi, verso la maturazione, cavo, concolore al cappello o leggermente più chiaro, ricoperto da fibrille appressate che lasciano intravvedere il colore giallastro della carne sottostante. Carne soda da giovane, molle verso la maturità, spessa nella zona centrale, fibrosa, bianco-giallastro con odore di farina e muffa, sgradevole, sapore amarognolo.

 

Habitat

Su legno marcescente di conifere con preferenza per abeti e pini, a crescita fascicolata o a gruppi, dall’estate ad autunno anche inoltrato, abbastanza comune.

 

Commestibilità

Anche se non esistono controindicazioni in merito alla commestibilità è opportuno sconsigliarne il consumo e ritenerlo NON commestibile per la fibrosità della carne, per il sapore amaro e per le sgradevoli qualità organolettiche.

 

Specie simili

  • Tricholomopsis decora (Fr.) Singer 1939

Anch’esso lignicolo con preferenza verso i ceppi di conifere, si differisce per le dimensioni inferiori (generalmente il cappello presenta un diametro tra i 3 e gli 8 cm.); per il colore del cappello più chiaro, generalmente giallo-olivastro e privo di tonalità rosso-prugna-vinose, ricoperto da abbondanti scagliosità superficiali.

 

Curiosità

Nei paesi anglosassoni è anche noto con l’inusuale ma appropriato nome volgare di “Plums and Custard” ovvero “Prugna e crema pasticcera” con ovvio riferimento al colore rosso-prugna del cappello e a quello giallo delle lamelle che è similare al colore della crema pasticcera. E’ anche noto, occasionalmente, sempre per il particolare colore del cappello, come “Strawberry Mushroom” (fungo fragola) oltre che, come in già indicato, come “red-haired agaric” (agarico dalla chioma rossa).

 

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  1. Il genere Tricholomopsis nasce nel 1939, legando la propria denominazione al nome del micologo tedesco Rolf Singer (Schliersee, 23 giugno 1906 – Chicago, 8 gennaio 1994), il quale ha inteso diversificare alcune specie già inserite nel genere Tricholoma ma evidenzianti caratteristiche morfo-cromatiche e microscopiche diverse, quali, ad esempio, crescita lignicola con nutrimento saprofitico; cappello ricoperto da piccole squame; colore della carne giallo; altre differenze di natura microscopica come la presenza di cistidi (struttura microscopica sterile, di forma e dimensioni diverse, presente in varie parti del basidioma) dalle grandi dimensioni e giunti a fibbia (tipico rigonfiamento delle ife presente nei basidiomiceti che indica l’avvenuta divisione dei nuclei).

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Foto: Angelo Miceli

 

Bibliografia di approfondimento:

  • Boekhout Teun, Noordeloos Machiel, 1999: Tricholomopsis Singer. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 4: 151-152. Balkema, Rotterdam  
  • Boccardo Fabrizio, Traverso Mido, Vizzini Alfredo, Zotti Mirca , 2008: Funghi d’Italia. Zanichelli, Bologna (ristampa 2013)
  • Bonazzi Ulderico, 2003: Dizionario dei nomi volgari e dialettali dei funghi in Italia e nel Canton Ticino. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici, Trento
  • IF, Index Fungorum database. www.indexfungorum.org (ultima consultazione gennaio 2018)
  • MB, Mycobank database. www.mycobank.org (ultima consultazione gennaio 2018)
  • Papetti Carlo, Consiglio Giovanni, Simonini Giampaolo, 2004: Atlante fotografico dei Funghi d’Italia, Vol. 1 (seconda ristampa). A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici, Trento
  • Phillips Roger, 1985: Riconoscere i funghi. Istituto Geografico De Agostini, Novara