Moda e letteratura

 

Un lavoro impegnativo, approfondito e dovizioso, quello di Margherita di Fazio (Bottoni, cappelli e… Roma, 2014 Editoriale Artemide, Collana Proteo).

La scrittrice, già docente universitaria presso la Sapienza di Roma, possiede tutti gli strumenti atti ad avviare un’indagine letteraria attenta e approfondita. Questo testo però ha un “quid” in più, perché coniugando l’aspetto letterario con quello paraletterario, dimostra che è possibile, attraverso la focalizzazione degli elementi, apparentemente, insignificanti di un libro, arrivare a coglierne i significati più nascosti.

L’interconnessione tra finzione e realtà serve a lumeggiare i fili che legano i personaggi e gli oggetti ( cioè gli accessori ) che, divenendo parte integrante del loro abbigliamento o della loro persona, assumono spesso un valore simbolico.

Attraverso sette percorsi esemplificativi, la scrittrice si sofferma sugli accessori di secondo grado, cioè su quegli elementi che servono a dare un tocco in più o a caratterizzare il personaggio: bottoni, cappelli e cappellini guanti, occhiali, ombrelli e ombrellini, ventagli e tatuaggi. Essi possono rientrare nella sfera della necessità perché sono indispensabili o per riparare dalle intemperie o per rendere indossabile un indumento, oppure nella sfera della decorazione in quanto adornano o abbelliscono, oppure possono avere entrambe le caratteristiche.

Possono inoltre essere contigui o non contigui con il corpo: nel primo caso hanno una funzione statica perché seguono lo “status” dell’abito e possono essere tolti solo in luoghi e tempi deputati. Nel secondo caso hanno una funzione dinamica e possono essere tolti in qualsiasi situazione e anche dimenticati, non essendo indispensabili. Ancora di più, è possibile trovare una terza categoria di accessori , quelli che entrano a far parte del corpo ,come nel caso dei tatuaggi. Tutte le categorie prese in esame sono esemplificate attraverso la citazione diretta o indiretta di opere di noti autori europei (maggiormente italiani) dall’’800 ai nostri giorni ,con riferimento anche all’arte figurativa. L’accessorio, inoltre, è analizzato sia come mero ornamento, sia come uno degli elementi protagonisti, quasi “una sorta di elemento di coagulo nell’insieme dinamico della narrazione”. L’accessorio riveste, quindi, il ruolo di una lente d’ingrandimento per interpretare il narrato e far emergere ciò che è riposto nelle pieghe più profonde del testo.

Il lettore, osservando con attenzione quelli che generalmente sono considerati elementi secondari, entra in profondità nell’opera e ne coglie, in modo inequivocabile, il messaggio profondo. Egli, guidato dalla mano sapiente di Margherita, sa così orientarsi nel mondo curioso, affascinante e colorato dei libri, divenendo un lettore consapevole. La minuziosità del lavoro che, per ogni capitolo, presenta delle note esplicative ricche di citazioni e di approfondimenti e la congerie di testi citati rendono questo libro, una miniera di notizie preziose.

Ma quanti di noi sono lettori consapevoli , in grado di saper cogliere anche le “pieghe” di un testo?

La fatica davvero improba di Margherita , con il suo scavo profondo, ci induce a pensare che una buona didattica della lettura potrebbe risolvere quella disaffezione verso il libro che affligge una gran parte degli Italiani.