Cyberbullismo

Lunedì 8 maggio 2017

 “E.BASILE" – MESSINA

VIA A. CONSIGLIO - SS. ANNUNZIATA -CONCA D'ORO

 

“CYBERBULLISMO CHE FARE ?”

 

10.00           Saluti      

                     Dirigente scolastica prof.ssa Giuseppa Prestipino

                     Presidente “La Città delle donne” prof.ssa Liliana Modica

                     Presidente “ADSeT” prof.re Angelo Miceli

                     Questore di Messina dott.re Giuseppe Cucchiara      

                   

  10.30        Proiezione Spot Polizia Postale – “Il cyberbullismo è un reato”

                    “L’impegno della Polizia Postale nella lotta al cyberbullismo”

                      Dott.re Marcello La Bella Dirigente Polizia Postale di Catania

                    “Il terrorismo psicologico mediato dalla tecnologia: il  cyberbullismo”          

                      Dott.ssa Flavia Marino ricercatrice psicologa CNR

                    “Il cyberbullismo tra norme vigenti e prospettive di riforma”

                      Avv. Dario Morelli Dirigente c/o studio legale di FremantleMedia di Roma

 

                     Riflessioni di studenti del Liceo G. La Farina

 

Cyberbullismo che fare?

di Antonella Mauceri

 

Tale importante quesito ha dato il titolo all’incontro organizzato dal Gruppo “La città delle donne” e realizzato con la collaborazione dell’Associazione Dirigenti Scolastici e Territorio (ADSET), lo scorso 8 Maggio presso i locali dell’Istituto d’arte “Basile”. L’iniziativa, che si configura come “il primo di una serie di incontri nelle scuole di Messina” così come affermato dalla professoressa Liliana Modica presidentessa e fondatrice della “Città delle donne”, nasce dall’esigenza di una corretta e sana informazione contro l’uso irresponsabile e dirompente dei social network soprattutto da parte delle nuove generazioni.

In apertura del convegno, davanti a una platea gremita di docenti, dirigenti scolastici e studenti, la prof.ssa Giuseppa Prestipino, Dirigente dell’Istituto ospitante, ha aperto i lavori con un vibrante intervento sul ruolo degli educatori nella lotta alla nuova piaga sociale del cyberbullismo. Sottolineando come tale preoccupante fenomeno sia in grado di funestare, in maniera spesso imprevedibile, la vita quotidiana dell’istituzione scolastica, la Dirigente Prestipino ha evidenziato come il corpo docente sia impegnato in prima linea nella difesa del sereno sviluppo psicofisico e umano dei ragazzi contro la minaccia rappresentata dal cyberbullismo. Tale lotta, tuttavia, si rivela spesso ardua in quanto combattuta con armi impari poiché la scuola si rivela isolata e priva del necessario supporto.

La professoressa Modica successivamente intervenuta, ha ringraziato tutti i presenti e, rivolgendo un affettuoso saluto ai ragazzi, ha  ricordato  il loro il ruolo di “classe dirigente del domani”.  Quindi, dopo averli spronati verso le future responsabilità istituzionali, ha espresso loro il proprio incoraggiamento non privo di sincero affetto.

Si è quindi data la parola al Dirigente Miceli, presidente di ADSeT, che, dopo un breve saluto, ha manifestato il proprio compiacimento per l’iniziativa intrapresa riconoscendone l’alto valore educativo e sociale nella piena consapevolezza dell’impegnativo e oneroso ruolo delle scuole.

Si è a questo punto passati nel vivo della discussione con l’efficace intervento del dott. Marcello La Bella, Dirigente della Polizia Postale di Catania, che ha introdotto la propria disquisizione con un intenso video sull’impegno della Polizia Postale nella lotta contro il cyberbullismo. Con brillante acutezza ha informato gli studenti sulle responsabilità talora molto gravi, nelle quali può incorrere chi faccia un uso poco accorto o volontariamente malevolo degli strumenti informatici. “La rete non dimentica!” ha detto il dott. La Bella citando uno slogan della Polizia Postale. A supporto di quanto asserito, ha chiarito, da un lato quanto sia difficile rimuovere da Internet i contenuti lesivi della dignità personale una volta che questi abbiano avuto una diffusione virale, e dall’altro quanto sia facile che l’attività svolta sulla rete lasci tracce indelebili che possono condurre alla sicura identificazione dei colpevoli di illeciti (contrariamente a quanto possa pensarne l’utente meno avveduto).

L’intervento, che ha catalizzato l’attenzione dei presenti e ha trattato l’argomento dal punto di vista strettamente legale, è stato ulteriormente ampliato dall’interessante esposizione della dottoressa Flavia Marino, ricercatrice psicologa del CNR, la quale non ha esitato a definire il cyberbullismo come vero e proprio “terrorismo psicologico mediato da mezzi tecnologici”. L’interesse della relatrice, dedicato principalmente agli effetti devastanti del fenomeno sulle vittime, si è estrinsecato in un intervento ampiamente improntato al metodo maieutico, volto a liberare gli studenti dalle inibizioni generate dal classico contesto convegnistico, e a tracciare insieme a loro il tipico identikit psicologico del cyberbullo, che, spesso ispirato da sentimenti di vendetta o di rivalsa, è il più delle volte un soggetto ossessivo-maniacale “audace e coraggioso” in senso deleterio e per lo più poco empatico, se non addirittura del tutto indifferente alla sofferenza altrui.

Ha infine preso la parola l’avvocato Dario Morelli, Dirigente di una multinazionale del settore televisivo ed esperto di diritto della comunicazione, che, nell’intento di sviluppare l’argomento dal punto di vista legislativo, ha brevemente illustrato i contenuti del nuovo disegno di legge contro il cyberbullismo in discussione alla Camera dei Deputati. In definitiva, vista la gravità del fenomeno sempre più dilagante e pericoloso tanto da aver già procurato un nutrito numero di vittime, si rende necessario un intervento normativo al fine di ricercare i giusti rimedi. In tale ottica, l’avvocato Morelli si è soffermato sulla descrizione dei nuovi strumenti di segnalazione di episodi di cyberbullismo che il disegno di legge intende creare e mettere a disposizione delle vittime di età superiore ai quattordici anni. Tali segnalazioni, da fare in tempi ristrettissimi, dovrebbero da un lato richiamare l’attenzione delle autorità competenti sul cyberbullo da fermare e verso il quale assumere gli eventuali provvedimenti del caso, dall’altro sarebbero finalizzati alla difesa e al sostegno delle vittime. L’avvocato, con una stringata e incisiva disamina ha sottolineato l’importanza di tale novità che, qualora fosse tradotta in legge, potrebbe rappresentare un utile rimedio contro situazioni di grave disagio.

A conclusione del suddetto intervento si è infine giunti alla chiusura dei lavori. Molto apprezzabili sono state le considerazioni di alcuni studenti evidentemente interessati al problema.  L’esperienza appena conclusa ci induce a fare alcune riflessioni sulle svariate   ipotesi di strategie da adottare anche se, al di sopra di ognuna di esse, su un punto si può essere unanimemente d’accordo: la necessità di sinergici interventi secondo i vari livelli di competenza. Il lavoro della polizia postale e delle varie agenzie educative, la volontà di legiferare in maniera efficace, lo studio di sempre più sofisticate tecnologie tendenti a smascherare chi si nasconde dietro l’anonimato per esercitare atti di violenza verbale verso gli altri, sono strumenti essenziali da utilizzare nella ricerca di una vera risoluzione del problema.

Antonella Mauceri

 

 

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