Incontro di presentazione tra i soci

Largo ai … giovani!

Un pizzico di ironia coniugata al realismo, dà ‘sale’ alla vita!
Che poi questa intitolazione non è neanche del tutto  fuori luogo; infatti il ‘dramma’ del procedere nell’età sta nel fatto che,  se è vero che la struttura corporea risente del decadimento progressivo, di ‘dentro’ si rimane esattamente come si era a 15/20 anni!                                                                                                             
Giovani dunque nella ormai irrealizzabile potenzialità.
E’ quello che succede a noi Presidi ad ‘invecchiamento naturale’, come io mi definisco per essere  stato posto in quiescenza con la tipologia ‘pensione di vecchiaia’; fa tanto venire in mente la canzone di Renato Zero: “… vecchio, tu sei vecchio …”; che ‘sensibilità’, che rispetto verso chi ha  scrupolosamente compiuto il proprio dovere da parte ministeriale! 
Il massimo è, poi, che ti mandano via con un misero foglio di carta; nulla di più!

             

Bene!..  ‘de minimis non curat praetor!’ Dentro rimaniamo come ci vuole la canzone di Zero e … con tutto quello che c’è in noi abbiamo tanto, ma tanto ancora da dare e da porre in essere per la scuola, per la cultura e per il territorio, ed è quello che il nostro presidente Angelo Miceli ha evidenziato tra il già fatto     – in soli 40 giorni dalla costituzione! – e che il futuro ci preannuncia da realizzare nel profluvio di proposte che sono venute dai Convocati (70!)  di ieri, 16 maggio 2014, quando chiamati dalla nostra impareggiabile segretaria Vittoria Iuzzolini a presentarci agli astanti – in particolare i nuovi recentissimi iscritti -   perché ci conoscessimo meglio tutti, ciascuno ha avanzato le sue variegate e ricche proposte operative per il futuro, nel solito gradevolissimo accattivante clima del piacere di stare insieme tra vecchi e nuovi amici, tanto da far venire spontanea alla nostra consocia in servizio Giusi Scolaro l’affermazione: ‘ Ma vedo che la pensione fa decisamente  bene!’

Ed è pur vero che la nostra saggezza di aprire ADSeT ai giovani ed agli amici in servizio si è rivelata feconda e felice, se così bene ci siamo ritrovati a stare tra  noi ‘diversamente giovani’ e gli ‘anagraficamente giovani’, tanto da non avvertire alcun disagio nel mescolare le nostre persone, le nostre idee, la nostra voglia di fare, di indovinare a fare e di progettare con idee azzeccate.
Siamo davvero una indovinata squadra vincente!

Poi – nascoste abilmente ai nostri ‘archiatri’, più semplicemente medici , le nostre ‘mani sulla marmellata’ , perché non ci redarguissero – i vecchi abbiamo messo da parte … per una volta!..  tutte le gastriti, i diabeti, le gotte, le depressioni, le insufficienze coronariche … e chi più ne ha , più ne metta: tanto la pillolina poi aggiusta tutto; i  giovani la loro voglia di beltà rimandando … come si suole !..  a domani il ripristino della dieta punti e, … ‘pancia mia fatti capanna!’, ne è seguita una abbuffata di gustosissimi dolci antonelliani, messa disposizione da ADSeT , per cui si può veramente convenire  che Mario, Maria Ausilia, Vittoria, Angelo, e chi si è occupato  con loro di tanto, hanno colto nel segno; penso proprio che abbiamo capito tutto dell’aspetto anche ‘ludico’ del nostro stare insieme.!

Ancora buon ADSeT a tutti, amici!
E consentitemi un mio omaggio che si intitola ‘Spalle al muro’, ma che io per noi riintitolerei: ‘Fuori il passo!’

Renato Zero: Spalle al muro,

 
Quando gli anni, son fucili contro,
Qualche piega, sulla pelle tua, 
I pensieri tolgono, il posto alle parole,
Sguardi bassi alla paura, di ritrovarsi soli. 
E la curva dei tuoi giorni, non è più in salita, 
Scendi piano, dai ricordi in giù, 
Lasceranno che i tuoi passi, sembrino più lenti, 
Disperatamente al margine, di tutte le correnti. 

Vecchio,
Diranno che sei vecchio, 
Con tutta quella forza che c'è in te, 
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita,
E l'anima la grida e tu lo sai che c'è.
Ma sei Vecchio, 
Ti chiameranno vecchio, 
E tutta la tua rabbia viene su, 
Vecchio, sì, 
Con quello che hai da dire,
Ma vali quattro lire, dovresti già morire, 
Tempo non c'è ne più, 
Non te ne danno più …! 
E ogni male fa più male, 
Tu risparmia il fiato, 
Prendi presto, tutto quel che vuoi, 
E faranno in modo, che il tuo viso, sembri stanco, 
Inesorabilmente più appannato, per ogni pelo bianco. 
Vecchio. 
Vecchio.
Vecchio…!!! 
Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore, 
Anche se hai tanto amore, da dare a chi vuoi tu! 
Ma sei vecchio. 
Insulteranno Vecchio 
Con tutto quella smania che sai tu, 
Vecchio, sì…
E sei tagliato fuori,
Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori, 
Le tue non vanno più, 
Ragione non hai più.

Vecchio si...
Con tanto che faresti, 
adesso che potresti non cedi perché esisti, 
perché respiri tu

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