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Nel primo scorcio del 1600 la vita culturale e commerciale di Messina era quanto di più attivo vantasse l’intera isola: la Città contava circa 120.000 abitanti, godeva di singolari privilegi: il monopolio esclusivo della tratta della seta, il Porto Franco fonte di tanta ricchezza, la Zecca, il contatto diretto che il supremo magistrato della città (lo Stratigò) poteva avere col re, la residenza stagionale dei viceré (Filippo II nel 1591 aveva stabilito che i viceré di Sicilia trascorressero 18 mesi del loro vicereame nella città di Messina); e ciò la portava a contendere il primato alla rivale Palermo.

Nel 1622-24 sotto il viceré Emanuele Filiberto di Savoia fu costruita con una enorme spesa (2.500.000 scudi siciliani!) la Palazzata, una serie ininterrotta di palazzi lunga quasi un miglio con una sola scenografica facciata, che esaltava lo scenario di eccezionale bellezza del litorale e dietro cui viveva e pulsava una città sempre più in espansione, esaltata nel canto popolare Quantu è beddu lu portu di Missina / è chiddu ca criau tanti dinari / di quanti porti c’è porta la cima / ca sempri sparma bannera riali.

Lactarius tesquorum

Un fungo tipico dell’ambiente mediterraneo.

Le ultime giornate con le quali l’anno 2016 sta per lasciare il posto al nuovo in arrivo, caratterizzate, da noi, a Messina, dalla presenza di un meraviglioso tiepido sole che, nonostante le basse temperature, invoglia  un nutrito gruppo di soci del “Centro di Cultura Micologica”, ad avventurarsi, oggi 30 dicembre, come spesso si è soliti fare, sui vicini monti Peloritani, in località Castanea, alla ricerca di “verdura selvatica”, senza tralasciare, tuttavia, l’ormai radicata passione micologica che, in maniera meccanica e naturale, spinge il senso della vista alla ricerca di qualsivoglia forma fungina.

 Solenni montagne e tradizioni antichissime

Ho visitato questo incredibile e pacifico paese tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Quando viaggio sono inevitabilmente attratta più dalle persone che dai paesaggi e  l’itinerario, già prima della partenza, mi aveva  fatto innamorare dei luoghi e soprattutto dei volti che avrei incontrato: credenze e cerimonie di un popolo mite e sorridente in un’atmosfera lontana e armonica, ricca di odori e di colori che emozionano e  toccano l’anima. E’ stato uno di quei  percorsi che non avrei voluto finisse mai…. La mia visita nepalese ha interessato sostanzialmente la valle di Kathmandu e qui sono rimasta affascinata  dalla magnificenza dei templi  di Durbar Square (alcuni purtroppo molto danneggiati dall’ultimo terremoto), dalla semplicità antica delle attività quotidiane di alcuni villaggi limitrofi e mi sono sentita indifesa e ammaliata di fronte alle vette della catena himalayana, lontane e imponenti come giganti immobili, ghiacciati e silenziosi.

“Una passeggiata ginnastica e d’istruzione”

Dati essenziali sulla realtà sociale ed economica della città nei primi anni del XX secolo

Messina nei primi anni del 900 era una delle più grandi e importanti città d Italia. Dal censimento nazionale del 1901apprendiamo che la città  aveva una popolazione  di poco meno di 148000 abitanti, 90.000 risiedevano in centro e nelle periferie, la rimanente parte nei villaggi. Catania, in quegli anni, contava la stessa popolazione di Messina, Palermo circa 310.000 abitanti, Torino 330000, Roma 416.000 e Milano 538.000. La città continuava ad identificarsi con il suo porto; per la presenza di una borghesia produttiva  ancora legata in gran parte ai commerci e ai trasporti delle merci via mare (1) . Nell’anno che si concluse col terremoto che distrusse l’intera città , oltre 6.000 navi  approdarono nel porto  confermando la sua importanza strategica  quale nodo marittimo per l'intero Mediterraneo. In città si guardava, non senza una certa nostalgia, agli antichi privilegi del “ porto franco” e,  per poter potenziare la produzione locale e intensificare il transito delle merci, si provava  a ottenere  dallo Stato, in una realtà nazionale ed europea ormai economicamente e politicamente profondamente mutata, specifiche norme giuridiche ed economiche di favore. “      Ancora nel primo ventennio del XX secolo, il progetto di sviluppo di parte dell' establishment del potere cittadino resterà quello del “ punto franco”, centro motore di un economia che si ipotizza basata sulle trasformazioni di materie prime siciliane o provenienti dall Oriente ,destinate ai mercati di tutta Europa”. (2)Dal porto traevano origine numerose attività economiche per la presenza in città di imprenditori che riuscivano a sfruttare le opportunità offerte da un mercato che, sebbene in trasformazione per la forte concorrenza nazionale e straniera, offriva ancora possibili spazi nuovi di guadagno.

Dopo sette lunghi estenuanti mesi di assedio, il 26 marzo 1162, vinta dalla fame e dagli stenti, Milano si arrendeva a Federico I Hohenstaufen detto Barbarossa. La città per punizione venne rasa al suolo e molti dei suoi figli migliori furono atrocemente massacrati.
Prese dal panico e dalla paura, le altre città lombarde ostili all’Imperatore, per non dover subire la stessa sorte di Milano, si arresero.
Il disegno del vincitore era quello di sottomettere tutta l’alta Italia, continuare la sua marcia sino a Roma, deporre papa Alessandro III, acerrimo e irriducibile avversario delle sue mire politiche, e fare riconoscere legittimo l’antipapa Pasquale III, un fantoccio da lui voluto e sostenuto in contrapposizione al vero pontefice.
Papa Alessandro consapevole del pericolo, aiutato dai genovesi, riparò in terra di Francia mettendosi sotto al protezione del re Luigi VII.

Striscioni, cartelli, cuori rossi con i nomi dei borghi distrutti dal terremoto. Gli abitanti del centro Italia ferito hanno portato così la loro scossa al cuore fino a Roma, fino a sotto il Parlamento. Senza neanche disturbare il già caotico centro storico romano, in migliaia si sono riuniti ieri mattina a piazza SS. Apostoli mettendosi in marcia tra i vicoli verso piazza Montecitorio.

Chi con felpe con stampati i nomi di alcuni dei 131 comuni e frazioni colpiti dal terremoto, chi con la fascia tricolore sul petto, in tanti hanno fatto sentire la loro voce. “Siamo tutti primi cittadini oggi” dice una delle partecipanti alla manifestazione ‘La Scossa dei terremotati’ organizzata da un Comitato Spontaneo di cittadini.

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Andrea Camilleri

Nasce in provincia di Agrigento, a Porto Empedocle nel 1925. Ha una moglie, tre figli e quattro nipoti e come spesso accade, i fenomeni come lui non vengono subito compresi. Boom di pubblico e critica arrivano per Camilleri solo nel '92 quando aveva già 67 anni, con il suo libro La Stagione della caccia (Sellerio).  Lo scrittore siciliano è diventato famoso nel mondo per i suoi gialli e il suo celebre commissario Montalbano. Imitato, adorato, discusso, lui va dritto per la sua strada: "La mia esistenza non è stata cambiata dal successo. (…)Arrivato ormai agli sgoccioli, mi rendo conto che per tutta la vita sono stato sempre pronto a perdere quello che avevo faticosamente guadagnato senza farne una tragedia”.

Trametes versicolor (L.) Lloyd 1921

Non è necessario attendere l’autunno per imbattersi, passeggiando nei boschi, in esemplari di questo meraviglioso basidiocarpo in quanto è solito fruttificare durante l’intero anno prediligendo, considerato il suo sistema nutrizionale che lo posiziona tra i funghi parassiti, associarsi a culture arboree di latifoglie: Trametes versicolor, protagonista della nostra “Riflessione Micologica”, agente di carie bianca fibrosa (patologia vegetale che causa la graduale e progressiva degradazione dei tessuti legnosi delle piante arboree ed arbustive), si comporta inizialmente da parassita e, successivamente, dopo la morte dell’albero ospite, da saprofita. E’ noto nei paesi orientali, al pari di altre poliporaceae, per le sue proprietà medicinali e, in atto, ormai da numerosi anni, è oggetto di studio per le sue proprietà farmacologiche antimicrobiche e stimolanti del sistema immunitario; sembra, altresì, che per la presenza di polisaccaridi nelle pareti delle sue cellule, possa inibire lo sviluppo di cellule tumorali.

 

‘U me cori è chinu di tristizza / vidennuti ridutta a ‘sta manera / chi cantuneri chini di munnizza / tu chi da’ Sicilia eri ‘a bannera

Così il Poeta[*] piange  sulla sua città sempri da’ svintura visitata, la Messina chi c’era / quannu Roma era campagna.

C’è un monumento, unico e negletto, che rappresenta un pezzo della storia di quella Messina che fu, la statua a don Giovanni d’Austria; ma pochi sanno chi fu costui e perché venne così celebrato.

Non è ai demoni dell’antikeimenos che abbiamo indirizzato questo nostro proposito: era stato predetto che l’anticristo, con il suo odio viscerale, ai nostri giorni avrebbe duramente colpito i portatori delle Croce, della Misericordia, del Perdono, i custodi dell’Amore; … verso coloro il nostro sarebbe ‘flatus vocis’, la ‘voce di colui che grida nel deserto’!

E dunque ancora una volta - miserabili! - hanno avvelenato la gioia festiva dell’Avvento: Fabrizia Di Lorenzo, le fosse comuni di Aleppo, il nuovo ciclone che incombe sovrastando Palmira; e il nostro cuore si fa piccolo piccolo, ma non lo apriremo all’impulso della vendetta; dunque è a noi stessi che ci appelliamo in nome del bimillennio di formazione cristiana e in nome  degli oltre due secoli di educazione alla democrazia, e … se ancora hanno capacità di intendere - ma ne dubitiamo! - rivolgiamo il nostro grido di dolore ai commercianti e alle industrie d’armi dell’Occidente, ai consumatori del petrolio color sangue che alimenta le casse di coloro.

In questi giorni di festa, che fanno soprattutto la gioia dei bimbi e della parte fanciullesca che è presente in ognuno di noi, ci piace ricordare un uomo che ha dedicato la sua vita a inventare personaggi che ci hanno regalato e ci offrono anche oggi momenti di ilarità e di spensieratezza, aiutandoci a dimenticare per qualche istante il momento difficile che stiamo vivendo. Walt disney è riconosciuto come uno degli artisti più bravi dell'intrattenimento e della narrazione del XX° secolo. E' colui che ha dato vita al cinema di animazione e che va per la maggiore ancora oggi. Sempre a lui si deve la creazione del più grande parco divertimenti esistente al mondo chiamato Disneyland.

Si tratta di macromiceti di piccole dimensioni legati in simbiosi ectomicorrizica con diverse specie arboree. Sono soliti fruttificare, sia nei boschi di aghifoglie che di latifoglie, dalla primavera inoltrata al tardo autunno, prolungando spesso la loro crescita fino al periodo iniziale dell’inverno. 
Incontrandoli nei boschi risulta facile riconoscerli per il caratteristico colore giallo-uovo, per l’orlo del cappello lobato e per la particolarità della zona imeniale che risulta percorsa da pseudolamelle, anche se - è opportuna la precisazione - esistono diverse specie di colore bruno, bruno-aranciato, bruno-rossiccio o addirittura grigio-antracite o tendenti al nero-nerastro (Esempio: Cantharellus cinereus; Cantharellus lutescens; Craterellus cornucopioides…).

Improvviso, o atteso da un luogo remoto del tempo, uno spasmo, un vento caldo sulla pelle. Gli occhi chissà dove, le tempie come un cuore. Franano i sensi, e salgono cose dai labirinti della coscienza. L’universo, con le sue cieche oscurità e i suoi amori. La vergine notte e i girasoli dalle ciglia gialle. I fiumi e gli oceani blu e neri. I giganti dei giardini, gli ippocastani. Le salamandre del fuoco. E poi i marciapiedi con le scarpe rotte, i palazzi, le chiese, e le carceri senza volto e senza corpo. Farfalle, uccelli, rari arcobaleni, piogge come ingiustizie che non cessano o verità che si nascondono. L’uomo. E la donna. E la loro terra, la nostra terra. Semplicemente. E tutta quanta la vita tra i denti neri dell’assenza. Scoppi d’aria e di profumi. E il Nome che non vuole essere nominato invano. E di Questi il dolce Dono. E tutto quanto il difficile Amore. Ma non un suono né una parola. E però ancora una spinta verso dentro, tra le sabbie mobili della frontiera che separa sogno e realtà, esperienza ed evocazione, tenebra e salvezza nel gran ballo delle ferite dell’anima e delle visioni e delle possibilità.

Vince  il suo secondo Oscar e dichiara “Questo premio servirà a ricordarmi che bisogna sempre fare di più. Sempre dare il meglio”: A 87 anni evidentemente Ennio Morricone non è ancora stanco.. In tutta la sua carriera ha scritto le musiche per più di 500 film e serie Tv. Ha lavorato con registi di fama mondiale, da Sergio Leone, a Bertolucci, a Tornatore, per citare solo gli italiani.

“ Una passeggiata ginnastica e d’istruzione”

Gaetano  La Corte Cailler(1)  nel suo diario degli anni dal 1893 a l903 (2) descrive una “ passeggiata ginnastica e d’istruzione” di fine anno scolastico della durata di due giorni fatta da alunni messinesi  in Calabria La gita scolastica prevedeva la visita di Gioia Tauro,  pernottamento a Palmi ,  escursione al Piano Corona  e Bagnara, e rientro nella serata a Messina. L’avvenimento didattico, evidentemente perché  in quei tempi non frequente,  era stato annunciato dalla Gazzetta di Messina del 3 aprile 1897 che riportava la notizia : “ Escursione scolastica- Domenica prossima una quarantina di giovani, alunni dell’Istituto Tecnico, della Scuola Normale e dell’Istituto Nautico, accompagnati da parecchi professori  faranno una passeggiata ginnastica e d’istruzione in Calabria…La gita sarà certamente deliziosa ed importante : i luoghi percorsi saranno illustrati dal prof. V.Visalli della Scuola Normale per la parte storico-geografica, e dal prof. E. Paratore dello Istituto Tecnico, per la botanica e la geologia. Auguriamo buon viaggio a molto divertimento ai bravi giovinetti”.