La vera buona scuola (è questa)!

La frase con cui il presidente Angelo Miceli ha sapientemente concluso l’incontro di giorno 26 maggio 2015 e la stagione sociale ADSeT 2014-2015, ha perfettamente contenuto in sé il valore – perché di valore si è trattato – di questa serata primaverile: due progetti didattici lungamente collaudati, a Messina, sono stati veicolati verso le scuole, ma soprattutto a beneficio degli alunni, come non ha mancato di osservare la preside Maria Muscherà, la quale, presentando la serata, ha posto l’accento sulla centralità dell’alunno nel processo didattico in sé, e soprattutto nella attività docente.

“Metodologie ed innovazioni didattiche nella scuola dell’obbligo”, tema dell’incontro, ha visto la duplice presentazione dei progetti: “Progetto G.I.O.CO.” di Angela Lenzo e “Metodo Cassalia” di Pasquale Cassalia.

Ma, poiché l’attività culturale per essere educativa e formativa verso gli alunni deve alimentarsi della ricerca, nell’intervallo tra le due relazioni, è caduta a proposito, ed intenzionalmente finalizzata in coerenza, la premiazione di “Certamen Corte di Federico” posta in essere sulla ideazione di Studio E.P.O.S. in condivisione con A.D.S.e.T.

Angelo Miceli, a questo punto si è compiaciuto dell’esito superiore alle aspettative di Certamen; cedendo la parola a Claudio Stazzone, che in ‘Studio Epos’ è stato l’ideatore di ‘Certamen Corte di Federico’, che si è detto felicemente ‘spiazzato’ dall’esito anomalo del detto certamen: infatti un certamen per la sua stessa natura deve concludersi con un vincitore che imponga il valore del suo lavoro rispetto agli altri concorrenti, al massimo concedendo, in distacco, un secondo e un terzo premio; questo certamen invece non ha consentito in sede di valutazione di stabilire precedenze di una/uno dei tre concorrenti premiati rispetto agli altri due; ne è conseguito – e non poteva che essere così – un riconoscimento di affermazione in eccellenza ex aequo ai tre intellettuali concorrenti: Antonella Arena, Aristide Casucci e Agata Midiri.

Leggendo le motivazioni premiali (… merita in ‘ex aequo’ con gli altri due premiati la dichiarazione di AFFERMAZIONE IN ECCELLENZA al “Certamen Umanistico ‘Corte di Federico’, edizione anno 2015”,d’ indizione concorsuale congiunta tra Studio E.P.O.S. e A.D.S.E.T di Messina, per il valore della sua dotta ricerca sull’incentivo di tema: “Messina dalle sue origini, attraverso la sua storia, nella sua realtà odierna, in proiezione verso il suo avvenire”. Se ne evince una ricerca di pretto valore scientifico) e le sinossi di precorso, Stazzone ha elogiato la apertura del presidente e del direttivo ADSeT verso questa superba pagina di finalità didattica – le due relazioni e il certamen – che ADSeT ha posto in cantiere in questo 2015, onorando al massimo questo tipo di finalità associativa, che ADSeT stessa ha messo in posizione centrale e prioritaria nel suo statuto, non intendendo ridursi ad un sodalizio di nostalgici.

Si è dunque passati alla consegna delle targhe e degli attestati ai Tre premiati.

Pasquale Cassalia, in perfetta consonanza con le posizioni della Lenzo, ma nella peculiarità del suo metodo, ha esordito affermando che oggi davvero occorre, al di là di tutte le variegate elucubrazioni riformative, rivedere posizioni anacronistiche e superate in fatto di organizzazione dell’attività scolare italiana, principalmente beneficiando della istituzionalizzazione di progetti collaudati; e collaudato da decenni, in questa bistrattata Messina, è pure il ‘Metodo Cassalia’. La caratteristica di questo metodo è creare correlazione tra le attività teorico-culturali e le attività ludico-pratiche. Positivo gli sembra che finalmente sembra andare in porto la presenza di educazione fisica nelle primarie, affidata a personale proveniente da formazione motoria.

Egli, partendo dall’elogio del ‘paloggio’ dei tempi andati e del suo valore ginnico, ha voluto fornire testimonianza del successo a cui il metodo consente di pervenire cedendo quindi la parola al suo ex alunno Peppe Campagna, giovane ai suoi tredici anni curato con la ‘metodica power point’, che fu valorizzato consentendogli di appropriarsi delle sue potenzialità inespresse portandolo ad una evoluzione umana e culturale che oggi lo vede affermato sportivo, detto G King, nonché rappista ex tempore, padrone dei suoi mezzi espressivi ed umani.

Anche Cassalia dunque ha sostenuto che occorre imparare giocando: in linea col suo metodo facendo appello alla motivazione che oggettivamente dà la scienza motoria; in questo modo l’educazione fisica, creando la squadra, genera l’effetto correlativo per cui la squadra si pone come tale anche nell’intrattenersi sulle discipline canoniche, grazie alla spinta ludica; qui ha fatto ricorso ad una esemplificazione video, laddove un ragazzino alle prese con un sollevamento-pesi adatto alla sua età è riuscito a dare un valore ponderale, di differenziazione, tra le prestazioni che attinge alla matematica e alle scienze esatte; il giovane ha anche da parte sua confermato che questo modo di formarsi gli dà divertimento, occasione di gioco formativo, di studio e di sport.

Discipline come le letterarie, l’inglese, la matematica, la tecnica, l’artistica, la musica, la fisica, la religione e il sostegno si sono felicemente interrelate nel metodo con il sollecito motivazionale dell’educazione fisica.

Dunque è facile evincere dalla applicazione del detto metodo la consequenzialità di sviluppo psicofisico che comprende i conseguimenti culturali, ma che soprattutto compensa quei deficit che si annoverano nella cosiddetta condizione di handicap.

Studio e movimento coimplicandosi consentono di rilevare per potenziarle e finalizzarle le inclinazioni dei figli, fornendo alla famiglia, in scambio di rilevazione coi docenti, una conoscenza nuova delle potenzialità del giovane.

Il metodo offre la possibilità di raccordo in interazione con il Territorio e fa sì che Personalità in ruolo pubblico e Istituzioni agiscano in supporto condiviso con la scuola.

Anche il metodo Cassalia ha avuto il suo collaudo di felice esito nelle scuole di Pagliara e alla “Vann’Anto’”, scuole con diffuse presenze problematiche, per tacere delle altre.

Nella metodica è prevista l’assegnazione di un punteggio, ma non in funzione selettivo-emarginante, bensì in funzione monitoriale dei conseguimenti progressivi, come si è visto nel video che in un confronto di squadra, nel quartiere Giostra, tra le due competitrici, chi segnava il punto otteneva il diritto a dare una risposta, e la risposta azzeccata sommava punteggio al punteggio. E la competizione nasce dalla squadra, dal gruppo, non dalla prevalenza individuale a svantaggio del concorrente.

Belle le realizzazioni possibili grazie alla centralità degli alunni: il ‘Museo del futuro’ opportunità per il presente; l’ipertesto ‘II libro magico’, la scuola media del futuro; e tutto questo è visibile consultando You tube, alla voce, nei vari siti, poiché qui era impossibile per motivi di tempo produrlo.

Come chiudere? Bene, anche quest’anno, ADSeT, hai fatto scuola tra i Quiescenti e gli Operativi!

 

Claudio Sergio Stazzone