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Il preside dei “Due Mondi”

Associazione Dirigenti Scolastici e Territorio ed Accademia Culturale Zanclea, ovvero A.D.S.e.T. ed A.C.Z., in ossequio alle proprie finalità istitutive, hanno sentita viva l’esigenza di offrire al Mondo del culto della cultura e dell’identità civica l’esperienza valoriale che donava alla loro attenzione Colui che sul sito di Accademia Culturale Zanclea il sottoscritto ha denominato come il preside dei “Due Mondi”.

Di due mondi, di fatto, ha porto testimonianza Carlo Davoli nel suo ‘Un respiro lungo otto anni’, che, su preghiera dei due Sodalizi, lo ha visto intrattenere, nel finalmente mite pomeriggio di questo 16 marzo 2018, i Presenti su una tematica valoriale dal punto di vista umano (il suo) e dal punto di vista sociale (il mondo nel quale viviamo).

Introdotto nell’Aula magna dell’istituto ‘Jaci’ dal presidente di A.D.S.e.T, Angelo Miceli, e dal presidente di Accademia, Claudio Stazzone, Egli è entrato elegantemente nel tema intrattenendo a braccio con una prolusione circostanziata piacevole ed esaustiva la coinvolgente narrazione dei suoi otto anni.
          In più, ha voluto far dono ai Presenti, in un salone totalmente gremito, della visione di splendide foto di una Russia, ora avvolta dalla neve nei suoi scintillanti palazzi, ora compresa nel tepore color oro del suo autunno e della sua primavera, che attraverso i Personaggi compostamente protagonisti della sua relazione e delle sue foto parlava di Europa e di amore per l’Italia e l’Italianità: l’uno dei “Due Mondi”.
          Non dissimilmente testimoniavano, circa il secondo dei “Due Mondi”, relazione e foto, sull’anima U.S.A. di una emblematica New York, e non solo, protesa al culto dell’efficienza e della produttività, tuttavia non dimentica, soprattutto nella componente degli Oriundi di Sicilia, di una patria lontana nel tempo e nello spazio, ma non di meno sita nella nostalgia del cuore.

Di ambedue le realtà il Relatore ha offerto contezza non solo nei termini valoriali che ho cercato qui di riassumere, ma non secondariamente nell’indotto lavorativo ed economico di grande proporzione che ne viene alla nostra Italia, in connessione con  la divulgazione della nostra identità culturale.

Carlo Davoli ha condotto questa Sua esperienza privilegiata grazie alla opportunità che il Ministero gli ha dato di guidare l’educazione dei giovani figli di italiani e/o di quei russi o statunitensi che alla nostra tradizione scolastica desideravano affidare la loro formazione per la vita.                                         .
          Ma non basta, perché dall’una all’altra parte dei due mondi Egli ha ‘buttato un ponte’ tra intellettuali dell’uno o dell’altro Popolo, e, più meritevolmente ancora, ha offerto ai due Popoli ospitanti incentivi culturali inediti di cui ancora oggi Essi traggono i frutti.
Giustamente, quindi, Carlo Davoli definisce il Suo ‘un respiro lungo otto anni’: il respiro che, attraverso Lui, trasfondeva italianità nei Due Mondi, badando bene a non gestire solo le Scuole, ma a farsi promotore e vettore di aura patria.                                               

Andava da sé, perciò, che Accademia ed A.D.S.e.T., al Suo rientro nella Sua scuola di prestazione professionale, lo pregasse di alitare verso di noi il respiro di quell’ aura che spirando dall’Est, transitando dall’Ovest, prendesse qui pure corpo fisico di rivelazione a rimembranza, in questa nostra Terra.