Walt Disney

In questi giorni di festa, che fanno soprattutto la gioia dei bimbi e della parte fanciullesca che è presente in ognuno di noi, ci piace ricordare un uomo che ha dedicato la sua vita a inventare personaggi che ci hanno regalato e ci offrono anche oggi momenti di ilarità e di spensieratezza, aiutandoci a dimenticare per qualche istante il momento difficile che stiamo vivendo. Walt disney è riconosciuto come uno degli artisti più bravi dell’intrattenimento e della narrazione del XX° secolo. E’ colui che ha dato vita al cinema di animazione e che va per la maggiore ancora oggi. Sempre a lui si deve la creazione del più grande parco divertimenti esistente al mondo chiamato Disneyland.

LA STRADA DEL SUCCESSO

Nasce a Chicago il 5 dicembre 1901 da un padre di discendenza irlandese-canadese e una madre di origine tedesca. E’ il quarto di cinque figli. All’età di cinque anni si trasferisce nel Missouri in una grande fattoria dove egli ha la possibilità di osservare la natura e gli animali, esperienza che certamente influirà sulla sua futura creatività. Il padre però si ammala e sono costretti a vendere la proprietà e a trasferirsi nuovamente traslocando nella città di Kansas City. A soli nove anni Walt, con il fratello maggiore Roy, lavora a tempo perso nell’impresa paterna di distribuzione di giornali. Anche questa esperienza unita a quella sui treni durante l’estate come venditore di giornali, piccoli dolciumi, frutta e bibite lo aiuta a crescere e maturare in fretta allargando anche i suoi orizzonti di vita e di pensiero. Durante il liceo incomincia ad occuparsi delle illustrazioni del giornalino scolastico e sente in lui un desiderio crescente di fare un film animato. Questo fatto diventerà per lui un obiettivo a cui tendere con tutte le sue forze. Passerà prima dalle animazioni pubblicitarie poi ai cortometraggi animati ispirati alle fiabe popolari e alle storie per bambini. A soli vent’anni decide di mettersi in proprio con il fratello Roy e fonda la Disney Brothers Studio, trampolino di lancio verso i suoi successi futuri.

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LA SUA PERSONALITA’

Il suo motto era “tutti i sogni possono diventare realtà se solo abbiamo il coraggio di immaginarli”. Un uomo dalla personalità positiva dunque, un ottimista pronto ad affrontare le sfide con il sorriso e con lo sguardo puntato oltre l’ostacolo, con l’obiettivo ben fisso e chiaro nella mente. Leggendo la sua biografia (vita di Walt Disney-uomo, sognatore e genio –di Michael Berrier) si rimane particolarmente colpiti dalle numerose situazioni in cui la testardaggine e l’incaponimento di Walt emergono. Un’altra caratteristica del suo carattere era la capacità di grande entusiasmo che, anche dopo ogni scivolone, era capace di ritrovare. Determinazione e passione erano doti che sicuramente gli appartenevano sin dalla nascita. La sua era una mente attiva, in costante fermento. Amava esplorare, sperimentare e creare. Come tutti i “grandi” aveva notevoli pregi ma i difetti non gli mancavano. Si mostrava a volte freddo, repressivo e un po’ egoista, lunatico e indisposto verso le ingerenze altrui. Fu molto importante per lui, soprattutto nella vita lavorativa, la presenza costante del fratello Roy: dove Walt era la creazione e l’immaginazione, Roy era l’amministratore e il moderatore.

LA VITA PRIVATA

La sua vita privata è sempre stata avvolta da una cortina di riservatezza e mistero. Al contrario di quanto si possa immaginare, la sua fu un’infanzia dura. Era costretto a lavori pesanti a cui non poteva sottrarsi pena le frustate del severissimo padre. La madre Flora lo consolava ma non poteva intervenire. In quei momenti egli fantasticava che a picchiarlo non fosse il padre ma un vecchio crudele e sconosciuto capitato lì per caso. I conflitti interiori di Walt esplosero quando tentò di arruolarsi nel 1917 e scoprì che non esisteva alcun documento che certificasse la sua nascita. In famiglia non riuscirono a dargli delle valide spiegazioni e questo generò in lui un trauma profondo che lo accompagnò per tutta l’esistenza. Come spesso succede nelle vicende creative, i suoi disagi interiori furono fondamentali per la sua vita artistica. Nel cercare di superarli, nel tentativo di combattere la sua fragilità, creò personaggi di fantasia per dare un senso alla grande “imperfezione” della sua persona e dell’umanità intera. Si sposa a 24 anni con una sua assistente Lilian Bounds che rimase sempre al suo fianco ma nascosta d e lontano dai clamori della vita pubblica. Nel 1933, dopo ben otto anni di matrimonio, nasce la loro prima figlia Diane Marie e tre anni dopo arrivò anche la seconda bambina Sharon Mae, sulla quale rimase sempre un alone di mistero. Sembra infatti che non fu partorita da Lilian ma adottata. Walt non fece mai chiarezza su questa nascita, parlarne lo indisponeva, alimentando così il sospetto nell’opinione pubblica che fosse stato lui stesso adottato in riferimento alla vicenda del suo certificato di nascita mancante

lo accompagnò per tutta l’esistenza. Come spesso succede nelle vicende creative, i suoi disagi interiori furono fondamentali per la sua vita artistica. Nel cercare di superarli, nel tentativo di combattere la sua fragilità, creò personaggi di fantasia per dare un senso alla grande “imperfezione” della sua persona e dell’umanità intera. Si sposa a 24 anni con una sua assistente Lilian Bounds che rimase sempre al suo fianco ma nascosta d e lontano dai clamori della vita pubblica. Nel 1933, dopo ben otto anni di matrimonio, nasce la loro prima figlia Diane Marie e tre anni dopo arrivò anche la seconda bambina Sharon Mae, sulla quale rimase sempre un alone di mistero. Sembra infatti che non fu partorita da Lilian ma adottata. Walt non fece mai chiarezza su questa nascita, parlarne lo indisponeva, alimentando così il sospetto nell’opinione pubblica che fosse stato lui stesso adottato in riferimento alla vicenda del suo certificato di nascita mancante.

LA NASCITA DI TOPOLINO

La leggenda dice che Walt Disney durante uno dei suoi amatissimi viaggi in treno tra New York e Los Angeles, disegnò per passare il tempo un personaggio molto simile a un coniglio ma senza le orecchie penzoloni, quindi più facile da rappresentare, a cui aggiunse più tardi orecchie tonde e una semplice coda, facendolo assomigliare più a un topo. Fu così che nacque Mortimer Mouse, diventato poi il celeberrimo Mickey Mouse e per noi italiani TOPOLINO. Nasce ufficialmente in America nel 1928 mentre il primo giornalino di TOPOLINO venne pubblicato in Italia agli inizi degli anni trenta. Con la creazione di questo fumetto inizia una vera e propria saga di personaggi che diedero a Walt Disney una fama internazionale andando ad interessare non più solo la carta stampata ma anche il cinema e in un secondo tempo la televisione, i giocattoli, l’abbigliamento e tutto ciò che appartiene all’universo dei bambini. Oggi le cifre sono calate, ma nell’ambito dei fumetti il fenomeno Disney è arrivato nei decenni a coprire circa la metà del mercato del settore.

LA SUA FIRMA        

Il carattere esplosivo, vivace, fanciullesco, ottimista, l’entusiasmo coinvolgente, pieno di colore e di calore sono evidenti in questo gesto grafico. Le forme curve e ricamate in uno stampato maiuscolo, personalizzato ma leggibile, richiamano alla mente il mondo del sogno e della fantasia da un lato e lo scudo protettivo e impenetrabile che metteva tra il mondo pubblico e quello privato e intimo dall’altro. La sottolineatura marcata e lanciata con una sorta di cerchio finale ricorda una freccia che colpisce l’obiettivo confermando la forza e la determinazione che gli erano universalmente riconosciute nel realizzare i propri traguardi

                                                Barbara Taglioni

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