Daedalea quercina (L. : Fr.) Pers. (1801)

Ritorniano, ancora una volta, nel meraviglioso ed intricante mondo dei funghi lignicoli, ovvero quelli che sono soliti crescere in associazione a colture arboree vive o in fase di degradazione. Daedalea quercina, protagonista della nostra nuova “Riflessione Micolgica” è un fungo dalla conformazione imeniale particolare che è possibile, considerata la sua forma di crescita pluriannuale, trovare nel bosco, associato a colture arboree di Quercus s.l., ma non solo, durante tutto l’arco dell’anno. Tipica specie fungina a doppia forma nutrizionale: parassitica e saprotrofica, risulta facilmente identificabile, anche da parte dei meno esperti, per la particolare conformazione labirintiforme (1) della sua superficie fertile. Viene inserita nel gruppo informale dei Polipori. 

 

I Polipori - tratto da Miceli & Di Vincenzo (2020: 9-18)

Denominazione informale riferita ad un raggruppamento di comodo estremamente eterogeneo e polifiletico (quando le specie inserite nel gruppo non discendono da un unico antenato) che ospita specie fungine caratterizzate da imenoforo a tubuli non asportabile dalla carne soprastante con la quale forma un insieme strettamente omogeneo. I pori, a seconda delle varie specie, possono essere di forma regolare, arrotondata o irregolare e più o meno allungata. Nel gruppo trovano posto tanto basidiomi privi di gambo (sessili) quanto muniti di gambo (stipitati) che, in tal caso, può essere posizionato centralmente o lateralmente [Boccardo et al., 2008; Miceli e Di Vincenzo, 2020].

 

Genere Daedalea Pers. : Fr. 

Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 500 (1801)

Al Genere, la cui specie tipo è Daedalea quercina, appartengono basidiomi pluriennali, di medio-grandi dimensioni, muniti di cappello e privi di gambo (sessili), a forma di mensola semicircolare, agenti di carie bruna che presentano le seguenti caratteristiche: 

Superficie sterile liscia, feltrata, solcata, glabra o vellutata, concentricamente zonata.

Superficie fertile irregolarmente poroide con pori ad andamento labirintiforme molto evidente.

Contesto relativamente spesso, bruno, inizialmente duro, tenace, poi quando secco molto leggero, suberoso.

Habitat

su latifoglie in forma parassitica o saprotrofica.

 

Commestibilità

NON commestibile.

 

Daedalea quercina (L. : Fr.) Pers. 

Syn. meth. fung. (Göttingen) 2: 500 (1801)

Accentazione: Daedàlea quercìna

Basionimo:Agaricus quercinus L. 1753

Posizione sistematica: Classe Basidiomycetes, Ordine Polyporales, Famiglia Fomitopsidaceae; Genere Daedalea.

 

Etimologia: Daedalea dal greco δαιδάλεος (daidàleos) = dedalo con espresso riferimento alla conformazione labirintiforme della zona imeniale; quercina dal latino quercus quercia con riferimento al tipico habitat di crescita.

Sinonimi principali: Agaricus labyrinthiformis Hoffm. (1789); Merulius quercinus (L.) Pers. (1794); Daedalea nigricans Pers. (1801); Daedalea inzengae Fr. (1869); Antrodia hexagonoides (Fr.) P. Karst. (1879); Lenzites quercinus (L.) P. Karst. (1888); Daedaleites quercinus (L.) Mesch. (1892); Trametes quercina (L.) Pilát (1939).

Nomi dialettali: Funcia di quercia [Bonazzi, 2003]; Func’i i cerza [Buda, 2017] (nomi dialettali in uso nel territorio siciliano).

 

Descrizione macroscopica

Inonotus tamaricis superficie sterile
Daedalea quercina
Inonotus tamaricis superficie fertile
Daedalea quercina
Inonotus tamaricis carpofori maturi
Daedalea quercina
Inonotus tamaricis vecchio esemplare
Daedalea quercina
Inonotus tamaricis superficie sterile
Daedalea quercina
Inonotus tamaricis superficie fertile
Daedalea quercina
Inonotus tamaricis carpofori maturi
Daedalea quercina
Inonotus tamaricis vecchio esemplare
Daedalea quercina

 

Basidiocarpo di medio-grandi dimensioni, a crescita lignicola, sessile (privo di gambo), aderente al substrato di crescita, con forma di mensola semicircolare ed irregolare, a crescita singola o in forma sovrapposta. Superficie sterile irregolare, ondulata, concentricamente zonata, gibbosa, inizialmente feltrata poi, negli esemplari maturi, glabra, nodulosa, solcata, opaca, colore variabile da grigio-grigiastro a grigio-bruno. Bruno-ocraceo, bruno-rossiccio; margine assottigliato, ottuso, ondulato e leggermente lobato, di colore bianco-biancastro, beige negli esemplari giovani, scurente negli esemplari maturi. Superficie fertile a tubuli monostratificati inizialmente di colore ocraceo poi, verso la maturazione, ocra-ruggine più o meno intenso; pori molto irregolari, ampi, da poroidi fino a sinuoso-dedaleiforme fino a lamelliforme-anastomosati, colore inizialmente beige-ocraceo chiaro, poi più scuri. Spore in massa bianco-biancastre. Contesto omogeneo, zonato, tenace, duro, di colore bruno-ocraceo, negli esemplari essiccati assume una consistenza suberosa e molto leggera. Odore gradevole; sapore amarognolo.

 

Habitat

Cresce in forma singola o ad esemplari sovrapposti, imbricati, prevalentemente su ceppaie o su trochi viventi di latifoglie del Genere Quercus ma anche su Castanea e Populus viene anche rinvenuto su rami secchi, morti, ma ancora attaccati alla pianta vivente, o su legname messo in opera e lavorato. Abbastanza diffuso e rinvenibile tutto l’anno. É agente di carie bruna (2).

 

Commestibilità: NON commestibile.

 

Caratteri differenziali

Facilmente distinguibile per i pori che si presentano molto grandi, di colore bianco-biancastro e, in particolare, per la loro forma allungata, labirintiforme; per la consistenza legnosa della carne che a carpoforo essiccato diviene molto leggera e suberosa.

 

Specie simili

  • Daedaleopsisis confragosa (Bolton : Fr.) J. Schröt. (1888)

E’ la specie che per la similarità della zona imeniale presenta una maggiore somiglianza. Differisce per le dimensioni minori dei singoli basidiomi e per l’aspetto quasi laccato degli stessi; per la conformazione dei pori oblunghi, angolosi, irregolari, inizialmente bianchi poi ocracei e viranti al tocco al fulvo-rossastro; per la diversa conformazione delle spore e di altri caratteri miscroscopici.

 

Foto: Filippo Gabriele La rosa, Angelo Miceli

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  1. Labirintiforme con andamento tortuoso e contornato che ricorda lo sviluppo contorto di un labirinto. In micologia utilizzato per definire l’andamento tortuoso della zona imeniale di alcuni polipori (es. Daedalea quercina).

  2. Carie bruna o Carie cubica - tratto da Miceli e Di Vincenzo (2020: 9-18)

si manifesta quando il fungo parassita che attacca la specie arborea utilizza, per il suo nutrimento, esclusivamente la cellulosa che deteriorandosi perde di consistenza assumendo un colore più scuro, tendente al bruno-brunastro fessurandosi, al contempo, in piccole zone a forma di parallelepipedo o di cubo derivandone, per tali motivi, la denominazione di carie bruna o carie cubica. Tra le specie fungine più comuni agenti di carie bruna ricordiamo: Laetiporus sulphureusPiptoporus betulinusPhaeolus schweinitziiFomitopsis pinicola, Fomitopsis iberica…..[ Goidànich G., 1975; AMINT; Miceli & Di Vincenzo, 2020].


 

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Bibliografia

  • Bernicchia Annarosa, 2005: Polyporaceae s.l.. Edizioni Candusso, Alassio (SV). I

  • Bernicchia Annarosa, Sergio Pérez Gorjón, 2020: Polypores of the Mediterranean Region.Romar Edizioni,Segrate Milano. I

  • Bertinara Giorgio, Tizzoni Renato, Zorio Piero, 2020: Atlante dei funghi del Biellese. E20ProgettiEditore. Biella. I

  • Boccardo Fabrizio, Traverso Mido, Vizzini Alfredo, Zotti Mirca, 2008: Funghi d’Italia. Ristampa 2013. Edit. Zanichelli, Bologna. I 

  • Bonazzi Ulderico, 2003: Dizionario dei nomi volgari e dialettali dei funghi in Italia e nel Canton Ticino. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici, Trento. I

  • Buda Andrea, 2011: I Funghi degli Iblei. Vol. 1. A.M.B. Gruppo di Siracusa. Siracusa. I

  • Buda Andrea, 2017: I Funghi degli Iblei. Vol. 2. A.M.B. Gruppo di Siracusa. Siracusa. I

  • Goidànich Gabriele, 1975: Manuale di patologia vegetale. Vol. II, Edizioni Agricole, Bologna. I

  • Consiglio Giovanni, Papetti Carlo, 2003: Atlante Fotografico dei Funghi d’Italia, Vol. 2 (prima ristampa). A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici, Trento. I

  • Miceli Angelo, Di Vincenzo Carmelo, 2020: Fomitopsis iberica, primo ritrovamento nel terriotrio messinese. Il Fungo, periodico del Gruppo Micologico e Naturalistico “R. Franchi”, anno XXXVIII n. 1: 9 – 18. Reggio Emilia. I

  • Oppicelli Nicolò, 2020: Funghi in Italia. Erredi Grafiche Editoriali. Genova. I 

 

Sitografia

  • Acta Plantarum (ultima consultazione, maggio 2021) Etimologia dei nomi botanici e micologici e corretta accentazione. https://www.actaplantarum.org/etimologia/etimologia.php

  • A.M.I.N.T. (Associazione Micologica e Botanica) (ultima consultazione, maggio 2021): Carie Bruna o carie cubica: 

http://www.funghiemicologia.com/phpBB3/viewtopic.php?t=18245