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Coprinellus disseminatus (Pers. : Fr.) J. E. Lange (1938)

Di Angelo Miceli e Carmelo Di Vincenzo

E’ un dato di fatto, anzi una certezza assoluta, che la grandiosità del Creato e la bellezza della natura esercitano su di noi, cultori della micologia e girovaghi dei boschi per pura curiosità e per motivi scientifici, un forte fascino ed una grande attrazione verso ogni minima manifestazione di vita che, specialmente nel grande ed immenso Regno dei Funghi, si manifesta nella maniera e nelle forme più diversificate e curiose, tanto che siamo facilmente attratti ed estasiati da una distesa di piccoli carpofori a forma campanulata che nell’insieme assumono la conformazione di un meraviglioso “tappeto” in un angolo del “salotto buono” nel bosco. Coprinellus disseminatus specie fungina di piccole dimensioni a nutrizione saprotrofica, é solita fruttificare a gruppi di numerosissimi esemplari, spesso centinaia o, a volte, anche migliaia [Herman, 1979; AMINT, 2021], su elementi vegetali in fase di decomposizione raggiungendo la piena maturazione ed una completa degradazione in un tempo brevissimo, di solito pochi giorni. La specie, inizialmente inserita nello storico Genere Coprinus(1), seguendo l’evoluzione degli studi tassonomico-nomenclaturali legati alle nuove conoscenze di natura filogenetico-molecolare, è stata riposizionata, in tempi relativamente recenti, nel Genere Coprinellus.

Genere Coprinellus P. Karst

Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 32 : XXVIII (1879)

Il Genere, la cui specie tipo è C. deliquescens (Bull.) P. Karst, ospita carpofori di piccole dimensioni che si legano, per la esclusiva crescita saprotrofica, a residui di legno marcescente, foglie, ramoscelli, fili di erba ed anche sterco, lettiere, terreni bruciati, sia all’interno che fuori dei boschi ed anche in parchi e giardini [La Chiusa, 2020]. Le numerose specie ospitate nel Genere si caratterizzano per le dimensioni che vanno da piccole a molto piccole, per la particolare fragilità della carne e per la rapidità della crescita con conseguente rapida deliquescenza con eccezione per alcune specie. Presentano le seguenti caratteristiche: Cappello inizialmente ovoidale, campanulato, cilindrico-ovoidale poi, nelle varie fasi di crescita, in molte specie, piano-convesso, generalmente con striature più o meno evidenti che dal margine convergono verso la zona discale; superficie tomentoso-villosa (ricoperta da una fitta peluria), micacea (cosparsa di piccole e finissime granulazioni brillanti – es. C. micaceus (Bull.) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson). Imenoforo a lamelle libere (quando si interrompono prima di giungere al gambo) o adnate (quando si uniscono al gambo per tutta la loro altezza), inizialmente di colore bianco-biancastro poi, a maturazione, sempre più nero-nerastro. Gambo centrale, cilindrico, privo di anello. Sporata(2) nero, nero-brunastro. Spore lisce o, raramente, verrucose, a forma ellissoidale, mitralica o romboidale, con presenza di poro germinativo (3) in posizione centrale o eccentrica. Basidi (4) tetrasporici o, a volte, bisporici. 

Il Genere è suddiviso in tre Sezioni: Setulosi (J.E. Lange) D. J. Shaff., Micacei (Fr.) D. J. Shaff., Domestici (Singer) D. J. Shaff., che costituivano, in origine, le corrispondenti Sottosezioni del Genere Coprinus [La Chiusa, 2020]. Il posizionamento delle specie nelle varie sezioni è stato effettuato tenendo conto della presenza o meno di residui velari sul cappello e/o presenza o meno di cistiti (5) sul cappello e sul gambo [Hussain et al., 2018]. In merito, per un eventuale approfondimento dell’argomento, preferiamo, considerato che il nostro contributo vuole avere esclusivamente intenti divulgativi, rimandare il lettore ad una trattazione specifica [Cfr. La Chiusa, 2020].

Coprinellus disseminatus (Pers. : Fr.) J.E. Lange 

[come " disseminata "], Dansk bot. Ark. 9 (n ° 6.): 93 (1938)

 

Basionimo: Agaricus disseminatus Pers. (1801).

 

Posizione sistematica: classe Basidiomycetes, ordine Agaricales, famiglia Psathyrellaceae, genere Coprinellus, sezione Setulosi.

 

Etimologia: dal latino Coprinellus ovvero piccolo Coprinus con riferimento al genere da cui è derivato. Disseminatus dal latino = disseminato, ovvero sparso qua e là, con riferimento alla particolare tipologia di crescita che lo vede in gruppi di numerosissimi esemplari.

 

Principali sinonimi: Agaricus digitaliformis Bull. (1781); Agaricus striatus Bull. (1792); Coprinus digitaliformis (Bull.) Fr. (1838); Coprinarius disseminatus (Pers.) P. Kumm. (1871); Psathyrella disseminata (Pers.) Quél. (1872); Psathyrella minutula (Schaeff.) Murrill (1918); Pseudocoprinus disseminatus (Pers.) Kühner (1928); Coprinus floridanus Murrill (1945).

 

Nome volgare: Coprinello disseminato [Bellù et al., 2014].

 

Descrizione macroscopica
 

Inonotus tamaricis superficie sterile
Coprinellus disseminatus Foto Carmelo Di Vincenzo
Inonotus tamaricis superficie fertile
Coprinellus disseminatus Foto Carmelo Di Vincenzo
Inonotus tamaricis carpofori maturi
Coprinellus disseminatus Foto Carmelo Di Vincenzo
Inonotus tamaricis vecchio esemplare
Coprinellus disseminatus Foto Carmelo Di Vincenzo

Cappello di dimensioni molto piccole (circa 5–15 mm), fragile, inizialmente a forma subglobosa-ovoidale, successivamente, verso la maturazione, conico-campanulata; superficie striata con evidenti scanalature radiali, convergenti dal margine alla zona discale, ricoperta da fine granulazione (cistidi osservabili con l’utilizzo di una buona lente di ingrandimento); colorazione grigio-crema, grigio-giallastro, mutante, in tempi brevi, al grigio-chiaro con sfumature violacee, zona discale bruno-ocracea; margine ondulato. Imenoforo a lamelle esili, rade, intervallate da lamellule, adnate, inizialmente bianco-biancastro poi grigio-violaceo ed infine nero-nerastro. Spore in massa nero-nerastre. Gambo dimensioni molto piccole, centrale, cilindrico, esile, fragilissimo, con andamento sinuoso, cavo, ricoperto da fine pruina da giovane, colore bianco-biancastro, bianco-crema, grigio-pallido. Carne poco consistente, esigua, fibrosa, biancastra, priva di odori e sapori particolari, non virante, non deliquescente.

 

Principali caratteri microscopici

Amanita vittadinii
Coprinellus disseminatus Spore 40x in acqua Foto Carmelo Di Vincenzo
Amanita vittadinii
Coprinellus disseminatus Spore 100x in acqua e olio da immersione Foto Carmelo di Vincenzo
Amanita vittadinii
Coprinellus disseminatus Basidio 100x in acqua, rosso congo, olio da Immersione Foto Carmelo Di Vincenzo

Spore largamente ellissoidali, lisce con apicolo(6) ed evidente poro germinativo(3) centrale, dimensioni 6,5 – 10 x 4 – 5,5 µm. Spore in massa nero-nerastre. Basidi(4) claviforme, tetrasporici.Epicute(7) costituita da cellule sferoidali e da pileocistici(8) di forma cilindrico-affusolata lunghi fino a 200 µm ed osservabili anche con l’aiuto di una lente (ingrandimento 7– 10 x). Caulocistidi(9)similari, nella conformazione morfologica, ai pileocistidi ma di lunghezza inferiore (circa 150 µm). Giunti a fibbia(10) assenti

 

Habitat

Fruttifica in colonie di numerosissimi esemplari, dalla primavera ad autunno inoltrato dopo piogge abbondati, su ceppaie, tronchi morti, radici, residui legnosi anche interrati di diverse latifoglie, nei boschi, nei parchi, nei giardini. Ha durata brevissima giungendo a completa maturazione e, quindi, a degradazione, in un tempo molto breve, generalmente uno o due giorni divenendo, per tale motivo, molto difficile da trovare.

 

Commestibilità

Privo di valore alimentare causa l’esiguità della carne e le minuscole dimensioni.

 

Caratteri differenziali

Si riconosce con estrema facilità per la crescita in colonie di numerosissimi esemplari, per le piccole dimensioni, per la fragilità della carne, per le tipiche striature del cappello, per la mancanza di deliquescenza.

 

Specie simili

  • Psathyrella pygmaea (Bull. : Fr.) Singer (1951)

E’ la specie che presenta maggiori affinità macroscopiche e quindi facilmente confondibile. Differisce per la colorazione più chiara del cappello, che presenta il margine striato per trasparenza ma privo di scanalature e, in maniera particolare, per le caratteristiche microscopiche come spore più piccole ed assenza di cistidi sul cappello.

 

  • Coprinellus micaceus (Bull. : Fr.) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson (2001)

Anche se privo di evidenti caratteristiche di similarità con C. disseminatus, potrebbe facilmente essere confuso con quest’ultimo, specialmente da parte dei meno esperti, per le piccole dimensioni, per la crescita lignicola ed in numerosi esemplari. Differisce per il colore più scuro del cappello sempre su tonalità fulvo-ocracee, giallo-aranciate che, pur se analogamente striato, si presenta sempre ricoperto da evidenti granulazioni forforacee; per il margine fessurato-crenulato (che presenta piccole e brevi fessurazioni) e per la deliquescenza della carne.

 

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1) Genere Coprinus Pers. : Fr.

Tenda. disp. meth. fung. (Lipsiae): 62 (1797) 

Al genere appartengono basidiomi eterogenei (quando cappello e gambo sono costituiti da struttura cellulare differente con conseguente facile distacco tra i due elementi che si separano nettamente senza lasciare residui), con crescita saprotrofica, inseriti nel gruppo dei funghi melanosporei (gruppo che ospita funghi con sporata di colore nero o nerastro), caratterizzati da dimensioni piccole o medio-grandi e da cappello quasi sempre parabolico negli esemplari giovani e parzialmente disteso negli esemplari maturi. Per ulteriori approfondimenti rimandiamo il lettore ad un nostro precedente lavoro [Cfr. Miceli, 2019].

E’ opportuno, però, evidenziare che lo storico Genere che in origine ospitava numerose specie fungine posizionate in Sottogeneri e Sezioni, allo stato attuale è stato rivisitato e modificato nell’impostazione sistematica con il riposizionamento di numerose delle specie originarie nei Generi Coprinellus P. Karst., Coprinopsis P. Karts., ParasolaRedhead, Vilgalys & Hopple [Bianchi, 2018; Miceli, 2019; La Chiusa, 2020], continuando ad ospitare, il Genere Coprinus, basidiomi caratterizzati da cappello cilindrico-campanulato, privo di evidenti residui velari, tendente alla deliquescenza e da gambo cilindrico provvisto di anello [La Chiusa, 2020].

  1. Con il termine sporata o spore in massa, si è soliti identificare l’accumulo delle spore ottenuto in maniera artificiale adagiando il cappello dello sporoforo, dal lato della zona fertile (imenoforo), su una lastra di vetro trasparente o su un cartoncino dove, dopo qualche ora sarà possibile osservare il deposito sporale che, raggruppato in massa, manifesterà il colore delle spore apprezzabile ad occhio nudo.

  2. Poro germinativo assottigliamento della parete sporale che si configura come una piccola apertura situata, generalmente, nella parte apicale della spora, in posizione diametralmente opposta all’apicolo, che da origine alla germinazione delle spore.

  3. Basidi strutture microscopiche fertili a forma di clava al cui apice, sorrette da piccoli supporti detti sterigmi, si formano le spore.

  4. Cistidi strutture miscroscopiche sterili di forma e dimensioni diverse, tipiche dei basidiomiceti ma non presenti in tutte le specie fungine che si possono trovare tanto nella zona imeniale quanto in altre parti del fungo, assumendo, a seconda della loro posizione, denominazioni diverse.

  5. Apicolo o appendice ilifera, piccola appendice posizionata alla base della spora che si unisce allo sterigma del basidio.

  6. Epicute identifica lo strato superiore della cuticola del cappello quando questa è formata da più strati che possono essere apprezzati solo all’esame microscopico (strato superiore esterno: epicute; strato intermedio: derma; strato interno, a diretto contatto con la sottostante carne del cappello: ipoderma).

  7. Pileocistidi denominazione riferita ai cistidi che sono rinvenibili nella cuticola del cappello.

  8. Caulocistidi termine utilizzato per identificare i cistidi rinvenibili nella cuticola del gambo

  9. Giunti a fibbia particolare forma di congiunzione tra due ife.

 

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Foto: Carmelo Di Vincenzo

 

Bibliografia

  • Bellù Francesco, Veroi Giulio, 2014: Per non confondere i funghi. Casa Editrice Panorama srl, Trento. I

  • Bertinaria Giorgio, Tizzoni Renato, Zorio Piero, 2020: Atlante dei Funghi del Biellese. Gruppo Micologico Biellese. E20ProgettiEditore, Biella. I

  • Bianchi Marco, 2018: Coprinus comatus. Funghi e dintorni – Supplemento a Rivista di Micologia n. 1: 37:43. A. M. B. Associazione Micologica Bresadola, Trento. I

  • Boccardo Fabrizio, Traverso Mido, Vizzini Alfredo, Zotti Mirca - 2008: Funghi d’Italia. (ristampa 2013) Zanichelli, Bologna. I 

  • Herman Jahn, 1979: Pilze die an Holz wachsen. Editore: Baranek & Frost, Herford – D

  • Hussain Shah, Usman Muhammad, Afshan Najam-ul-Sehar, Ahmad Habib, Khan Junaid, Khalid Abdul Nasir, 2018: The genus Coprinellus (Basidiomycota; Agaricales) in Pakistan with the description of four new species. MycoKeys 39: 41–61

  • MycoKeys 39: 41–61 (2018)

  • La Chiusa Lillo, 2020: Appunti sui Generi Coprinellus, Parasola e Coprinus. Rivista di Micologia – Bollettino del Gruppo Micologico G. Bresadola – 63 (2): 163-184. Trento. I

  • La Spina Leonardo – 2017: Funghi di Sicilia Atlante illustrato. Tomo II. Eurografica, Riposto (CT) - I

  • Miceli Angelo, 2019: Coprinus comatus. Passione Funghi e Tartufi. Marzo 2019, n. 91: 26 – 31. Erredi Grafiche Editoriali, Genova. I

Anche in “ADSeT/Momenti Culturali/Angelo Miceli” (www.adset.it).

  •  Oppicelli Nicolò, 2020: Funghi in Italia. Erredi Grafiche Editoriali, Genova. I

  • Papetti Carlo, Consiglio Giovanni, Simonini Giampaolo, 2004: Atlante fotografico dei Funghi d’Italia. Vol. 1 (seconda ristampa). A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici, Trento. I

  • Phillips Roger - 1985: Riconoscere i funghi. Istituto Geografico De Agostini, Novara. I

 

Sitografia