Russula virescens (Schaeff.) Fr. (1836)

Vogliamo trasportarci, con questa nuova “Riflessione Micologica”, unitamente ai nostri ormai numerosi lettori, nell’affascinante, meraviglioso ed intricato “Mondo delle Russule” che, senz’altro, nell’immensità del “Regno dei Funghi”, con le circa 250 specie segnalate nel territorio italiano, intende mettere alla prova la capacità di determinazione dei micologi più esperti che spesso sono costretti a ricorrere, per un corretto riconoscimento della specie, alle reazioni chimiche e, ancor più spesso, all’esame dei caratteri microscopici. 

Abbiamo sempre avuto, come si conviene a quanti come noi, nella qualità di dilettanti appassionati di micologia, attratti dalle meraviglie che il “Regno dei Funghi” nasconde tra i suoi numerosi misteri, si avvicinano allo studio delle innumerevoli specie fungine che ne fanno parte, un timore riverenziale a trattare, anche se in forma divulgativo-informativa, il genere Russula che, pur se di facile riconoscimento relativamente alla determinazione del Genere, ospita numerose specie fungine che singolarmente presentano una notevole difficoltà di determinazione che spesso, ripetiamo, mette in difficoltà anche i micologi più esperti.

Su tali presupposti, nella nostra qualità di “semplice dilettante, studioso di micologica” - qualità che intendiamo sempre evidenziare a supporto delle nostre fatiche mico-letterarie - ci cimentiamo a presentare, in “punta di piedi”, ai nostri affezionati lettori, una specie fungina a larga diffusione territoriale, di facile determinazione anche per i cercatori meno esperti, conosciuta su tutto il territorio nazionale con la denominazione volgare di “Verdone” o anche di “Colombina verde” che scientificamente assume l’epiteto identificativo di Russula virescens.

Genere Russula Pers. (1796)

Al genere appartengono numerose specie fungine a crescita terricola che si associano in funzione di simbiosi ectomicorrizica a numerose colture arboree. Si tratta di funghi ben strutturati, forniti di cappello e gambo, privi di residui velari, con struttura omogena (quando cappello e gambo sono formati da cellule di analoga struttura e risultano essere tra di loro saldamente uniti tanto che la separazione tra i due elementi avviene con una certa difficoltà), con imenoforo (zona fertile del fungo posizionata nella parte inferiore del cappello ove si formano gli elementi fertili: le spore) non asportabile, a lamelle, con carne priva di latice ed a frattura gessosa (quando per le sollecitazioni esterne si rompe nettamente con un tipico “crac” comportandosi, alla frattura, alla stessa maniera di un pezzetto di gesso o di polistirolo), definita anche cassante per la presenza di cellule a forma sferica (sferociti) [Miceli A., 2020].

Le numerose specie appartenenti al Genere presentano le seguenti caratteristiche:

Cappello di dimensioni variabili dai 2-3 cm delle specie più piccole ai 15 cm ed oltre delle specie più grandi; con conformazione inizialmente sferico-globosa tendente, verso la maturazione, ad assumere un andamento disteso-convesso e, a volte, anche imbutiforme; generalmente privo di umbone (unica eccezione R. amara) [Galli R., 1996]; margine intero, striato, ed anche scanalato-solcato; colore generalmente molto variabile, oscillante tra le numerose sfumature del bianco-biancastro, rosso, giallo, arancio, verde, bruno, grigio, nero-nerastro, colori spesso combinati tra di loro con diverse proporzioni che conducono a colorazioni policrome di diversa sfumatura e spesso di difficile interpretazione [Sarnari M., 2007]; cuticola, a seconda delle singole specie, più o meno asciutta, vellutata, granulosa, viscida, glutinata, verrucosa, zigrinata, rugosa o, ancora, screpolato-areolata in maniera più o meno evidente [Galli R., 1996; Sarnari M. 2007]; può essere completamente aderente alla carne sottostante o separabile in maniera totale o solo parziale [Galli R., 2016; Sarnari M., 2007]. Imenoforo a lamelle che, a seconda delle varie specie, possono essere: “uguali” (quando non sono presenti lamellule) o “ineguali” (quando sono intercalate da lamellule più o meno numerose e di varia lunghezza). Possono ancora essere, in considerazione della loro posizione rispetto al gambo: “libere” quando si interrompono prima di congiungersi al gambo; “adnate”, quando il margine posteriore si unisce totalmente al gambo; “decorrenti”, anche se raramente e per pochissime specie, (quando dopo essersi unite al gambo proseguono allungandosi verso il basso). Rispetto alla consistenza possono ancora essere: “fragili”, quando scorrendoci sopra con un polpastrello, con leggera pressione, si rompono facilmente; “lardacee” quando resistono a tale manovra senza subire alcun danno, trasmettendo sensazione di cedevolezza e di untuosità. Gambo di consistenza gessosa, inizialmente pieno poi, verso la maturazione, più o meno farcito, midolloso o spugnoso; centrale, si presenta, sempre a seconda delle varie specie, slanciato, leggermente claviforme, tozzo. Colore generalmente bianco-biancastro ma può anche assumere, per numerose specie, totalmente o solo in parte, colorazioni rosate, rossicce, violetto ed altre ancora. Carne di consistenza molto variabile: dura e tenace per numerose specie o, per numerose altre, fragile, molle, spugnosa. Generalmente bianca anche se, ad invecchiamento o dopo esposizione all’aria o sottoposta ad essiccamento, possono subentrare variazioni cromatiche. Numerose specie possono presentare, al taglio, un viraggio più o meno intenso verso colorazioni gialle, rossastre o nerastre. Sapore elemento particolarmente utile ed importante per pervenire alla determinazione della specie e stabilire, al contempo, seppure in maniera empirica ma pur sempre valida, la commestibilità delle numerose specie appartenenti al Genere. Può essere dolce o acre manifestando intensità variabili che si muovono all’interno delle due categorie. Si è soliti ritenere, secondo la tradizione ormai consolidata, che tutte le specie con sapore dolce siano commestibili mentre quelle con sapore acre, di cattivo odore o annerenti siano non commestibili.

 

Per un ulteriore approfondimento dell’argomento, con riferimento sia alle caratteristiche macroscopiche sia alle caratteristiche microscopiche ed organolettiche del genere, alla ecologia, habitat, reazioni chimiche, commestibilità e a quant’altro da noi omesso, rimandiamo il lettore ai testi monografici citati in bibliografia e ad altri ancora di comprovato valore scientifico [Cfr. Foiera F. ed altri, 1993; Galli R., 1996; Sarnari M., 2007 o successive ristampe].

 

Russula virescens (Schaeff.) Fries,

Anteckn. Sver. Ätl. Svamp.: 50 (1836)

Accentazione: Rùssula viréscens

Basionimo: Agaricus virescens Schaeff.1774

Posizione sistematica: classe Basidiomycetes, ordine Russulales, famiglia Russulaceae, genere Russula

Etimologia: Russula diminuitivo di rùssa = rossa, rosseggiante; Virescens dal latino virésco = diventare verde, ovvero verdastro, verdeggiante, tendente al verde, con riferimento al colore del cappello.

Principali sinonimi: Russula virescens var. albidocitrina (1876); Russula aeruginosa (Pers.) Krombholz (1845); Russula viridirubrolimbata J.Z. Ying, (1983); Russula erythrocephala Hongo (1987).

Nomi volgari: Colombina verde; verdone

Nomi dialettali: Virduni; Virdinu. (in uso in Sicilia) [Bonazzi U., 2003] ed anche Virduna [La Spina L., 2017].

 

Descrizione macroscopica

 

Inonotus tamaricis superficie sterile
Russula virescens Foto Raffaele Mininno
Inonotus tamaricis superficie fertile
Russula virescens Foto Angelo Miceli
Russula virescens	Foto Nicolò Parrino
Russula virescens Foto Nicolò Parrino
Inonotus tamaricis vecchio esemplare
Russula virescens Foto Nicolò Parrino
Russula virescens	Foto Nicolò Parrino
Russula virescens Foto Angelo Miceli
Inonotus tamaricis vecchio esemplare
Russula virescens Foto Franco Mondello

 

Cappello di medio-grandi dimensioni, può raggiungere anche i 15 cm, carnoso, inizialmente duro, compatto, poi friabile; globoso e spesso con la parte sommitale leggermente appiattita nei primi stadi di crescita poi, verso la maturazione, convesso e infine disteso, pianeggiante e con leggera depressione centrale; margine rigido, assottigliato, lobato, liscio, fessurato a tempo secco, involuto; cuticola opaca, pruinosa, parzialmente separabile, con tutte le possibili sfumature del verde: dal verde pallido, verde-giallo, verse smeraldo, verde oliva, al verde giada, generalmente più intenso nella zona centrale; inizialmente intera poi tipicamente screpolata con areolature ben delimitate specialmente nella zona marginale. Imenoforo a lamelle mediamente fitte, intervallate da lamellule, arrotondate all’inserzione sul gambo, fragili, bianco-biancastre con riflessi rosati specialmente negli esemplari giovani; filo intero, concolore, tendente al brunastro nelle parti traumatizzate. Sporata bianco-biancastra. Gambocentrale, cilindrico, inizialmente sodo e pieno poi, verso la maturazione, molle e farcito (quando all’interno si presenta poco compatto); asciutto, pruinosa nella zona apicale, bianco, tendente al brunastro alla manipolazione. Carne compatta, spessa, cassante, soda; colore bianco immutabile al taglio, macchiata di ocra negli esemplari maturi; odore gradevole, fungino; sapore dolce.

 

Habitat

Specie tipicamente termofila, predilige i boschi caldi ed asciutti di latifoglie legandosi prevalentemente a castagni, querce, noccioli. Fruttifica, a seconda delle latitudini, dalla primavera inoltrata al tardo autunno presentandosi in singoli esemplari o a gruppi di pochi esemplari.

 

Commestibilità

Ottimo commestibile. Può essere consumata, ovviamente in quantità moderate, anche da cruda.

 

Caratteri differenziali

Si riconosce facilmente per l’elevato peso specifico e, in particolare, per il colore verde del cappello tendente sempre più a scurire verso la maturazione, presentando caratteristiche screpolature poligonali accentrate, soprattutto, verso il margine lasciando ben visibile il colore bianco della carne sottostante di consistenza molto gessosa e dal sapore dolce.
 

Specie simili

  • Russula heterophylla (Fr. : Fr.) Fr. 1838

Molto simile per la colorazione verdastra del cappello, differisce per la mancanza di zone screpolate sulla cuticola che si presenta più lucida e con colori più accentuati; per la conformazione delle lamelle leggermente decorrenti sul gambo.

 

  • Russula cyanoxantha fo. cutefracta (Cooke) Sarnari 1992

Differisce per la cuticola, analogamente screpolata-areolata verso il margine del cappello e di colore verde-verdastro specialmente negli esemplari giovani ma più lucida e brillante e, soprattutto, per la consistenza delle lamelle che si presentano tipicamente lardacee (quando sottoposte a pressione non si frantumano e trasmettono la sensazione di essere unte di grasso).

 

  • Amanita phalloides (Vaill. Ex Fr.) Link 1833

Specie fungina velenoso-mortale, dalle caratteristiche morfologiche molto diverse ma dal colore verde che spesso, come rilevabile in letteratura e dalle numerose testate giornalistiche, viene confusa con R. virescens o altre Russule di colore verde, causando, ogni stagione autunnale, molti ricoveri ospedalieri spesso con conseguenze irreversibili. Differisce principalmente per la presenza di un anello ben visibile posizionato sulla parte superiore del gambo e di una volva nella parte inferiore dello stesso che avvolge un bulbo rotondeggiante. 

 

Note e curiosità

Nel ribadire la possibilità di confusione con la mortale Amanita phalloides, ci piace riportare un episodio che abbiamo personalmente vissuto: “sono stato invitato, in tempi relativamente recenti, ad una passeggiata nei boschi nel territorio di una ben nota località della Calabria, alla ricerca di ovoli e porcini, accompagnato da un “esperto locale”, conoscitore dei luoghi e delle numerose specie fungine commestibili e non. Grande fu la mia sorpresa quando alla presenza di un verdeggiante esemplare di Amanita phalloides fu affermato che trattavasi di specie regolarmente consumata nel territorio. Nel percepire il madornale errore di valutazione nel quale era incorso il famoso “esperto locale” confondendo una specie velenosa con Russula virescens o con le altre specie di russula di colore verde, mi soffermavo a lungo, evitando di urtare la suscettibilità dei presenti e dello stesso esperto, sulla differenza tra le due specie fungine nella speranza di riuscire a fare chiarezza”. MAI fidarsi dei cosiddetti “esperti”, in caso di dubbio rivolgersi sempre ad un micologo professionista la cui consulenza gratuita è fruibile presso il servizio “Riconoscimento Funghi” offerto dalla ASP locale, presente in tutte le città italiane.


 

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Foto: Angelo Miceli, Raffaele Mininno, Franco Mondello, Nicolò Parrino 

Tavole micologiche: Gianbattista Bertelli, gentilmente concesse dal figlio Aldo

 

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Bibliografia

  • AMINT (Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica), 2007: Tutto funghi. (ristampa 2010) Giunti editore, Firenze. I

  • A.G.M.T. (Associazione Gruppi Micologici Toscani), 2013: Io sto con i funghi. La Pieve Poligrafica Editore, Villa Verucchio (RN). I

  • Bertinaria Giorgio, Tizzoni Renato, Zorio Piero, 2020: Altante dei funghi del Biellese. Gruppo Micologico Biellese. E20Progetti Editori, Biella. I

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  • La Spina Leonardo – 2017: Funghi di Sicilia Atlante illustrato. Tomo II. Eurografica, Riposto (CT) - I

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  •  Mazza Riccardo – 2018: Gli odori e i sapori dei funghi- Mykonolexikon 3. ROMAR Srl. Segrate (MI). I

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  • Oppicelli Nicolò: 2019: Colombine a braccetto: Russula cyanoxantha e Russula virescens. Passione Funghi & Tartufi, n. 94: 36-47. Erredi Grafiche Editoriali, Genova. I

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  • Sarnari Mauro, 2007: Monografia illustrata del Genere Russula in Europa. Tomo Primo. Associazione Micologica Bresadola. Trento. I

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Sitografia