Mycena renati, delicata composizione floreale

Un mondo a parte…quello delle “micene” che ci trasporta nell’immaginario fiabesco dove innumerevoli specie fungine dalle piccole e ridotte dimensioni, dall’aspetto fragile, minuto, dai colori spesso sgargianti, sorrette da un lungo ed esile gambo, si fondono, in perfetta armonia, viaggiando sempre sulle ali della fantasia, con immaginari piccoli esseri viventi quali gnomi, elfi e fatine dall’aspetto a volte buffo, a volte elegante ed accattivante dando vita alle fantastiche storie cui la fumettistica moderna ci ha, ormai da tempo, abituati.

Sarebbe bello, a volte, recarci nel bosco privi della veste di “cercatore-micofago” e rivolgere, invece, con l’occhio della curiosità, la nostra attenzione a specie fungine meno attraenti, meno appariscenti, assolutamente prive di valore gastronomico che, di contro, presentano spunti molto interessanti per uno studio approfondito inteso a migliorare le nostre conoscenze sul meraviglioso “Regno dei Fungi”.

 

Mycena renati, come le numerose altre specie appartenenti al genere, non suscita alcun interesse alimentare rimanendo, nonostante la delicatezza dei suoi colori e la compostezza del suo portamento che, unitamente alla crescita fascicolata, la rendono simile ad una delicata “composizione floreale”, ignorata da quanti incontrandola nei boschi la degnano appena di uno sguardo superficiale ritenendola non idonea ad ornare il desco per il pasto serale…”Piccole entità”, le “micene”, a dirla con Giovanni Robich, unanimemente ritenuto tra i maggiori studiosi e conoscitori del genere, “che sembrano far di tutto per non attirare l’attenzione” [Robich, 2014].

 

Genere Mycena (Pers.) Roussel (1806)

Al genere appartengo macromiceti di piccolissime-medie dimensioni caratterizzati da taglia esile e conformazione più o meno slanciata, tendenti ad essiccare senza marcire (marcescenti, imputrescibili) a tempo secco, con aspetto micenoide, omfaloide o collibioide (quando hanno conformazione strutturale simile ai funghi appartenenti al genere Mycena, Omphalina o Collybia), tipicamente lignicoli, su radici, cortecce, tronchi, foglie, residui erbacei ed altro, con nutrizione saprofitica e crescita singola, gregaria o cespitosa, diversificati dai seguenti caratteri morfologici: Cappello tipicamente conico, campanulato, emisferico, a volte depresso, igrofano (quando assume colore diverso in considerazione del suo stato: più chiaro se asciutto, più scuro se bagnato), liscio, glabro, pruinoso, con o senza umbone, in alcune specie ricoperto da una pellicola di glutine facilmente asportabile, spesso striato in trasparenza o solcato. Imenoforo a lamelle da sublibere (quando si fermano poco prima di arrivare al gambo) ad adnate (quando si uniscono al gambo per tutta la loro altezza) o decorrenti per un dentino (quando prima di unirsi al gambo formano una piccola ansa prolungandosi, poi, sul gambo stesso, con un piccolo filamento – dentino) in alcune specie formanti uno pseudocollarium (piccolo cercine all’apice del gambo dove si inseriscono le lamelle), variabili nel colore: bianco, bianco-grigiastro, grigio, giallo pallido, giallo, rosa, con orlo bianco o colorato. Spore in massa bianche. Gambo centrale, cilindrico, cavo, sottile, a volte molto lungo, liscio, glabro, pruinoso, asciutto, in alcune specie ricoperto da uno strato superficiale di glutine, generalmente concolore al cappello e su tonalità molto variabili che vanno dal bianco al grigio spaziando tra molteplici sfumature bruno-brunastre; spesso ricoperto da peluria; base radicante o ingrossata e, in alcune specie, ricoperta da peli radiali. Carne di colore variabile dal bianco, al grigio, al crema; sapore nullo o, a volte, mite, dolciastro, farinoso, rancido, pepato; odore a volte gradevole, a volte sgradevole. Al genere appartengo specie di scarso interessa alimentare.

 

Mycena renati Quél.

Enchir. fung. (Paris): 34 (1886)

Un piccolo basidiomicete dai meravigliosi e delicati colori contrastanti tra il rosa tenue del cappello ed il giallo intenso del gambo lucido e liscio che, nell’insieme, assume un aspetto gradevolissimo e molto piacevole, assumendo, spesso, per la sua crescita cespitosa, la conformazione di una meravigliosa composizione floreale.

 

Basionimo: Mycena renati Quél. 1886

Posizione sistematica

classe Basidiomycetes, ordine Agaricales, famiglia Mycenaceae, genere Mycena

Etimologia:

Mycena dal greco mykes = fungo; renati con espresso riferimento a nome proprio di persona.

Relativamente all’attribuzione del nome del Genere, potrebbe darsi, ma è solo un’ipotesi, che Persoon, creatore del genere, fosse rimasto influenzato dalla leggenda che narra dell’eroe Perseo che dopo aver bevuto acqua dal cappello di un fungo (mykes, in greco), fondò, sullo stesso luogo, una città alla quale, con riferimento all’episodio, ebbe a dare il nome di Micene [Consiglio, 1999].

Sinonimi principali: Mycena flavipes Quél. (1873);

 

Descrizione macroscopica

Inonotus tamaricis superficie sterile
Mycena renati - Ivan Rizvanovic
Inonotus tamaricis superficie fertile
Mycena renati - Franco Mondello
Mycena renati - Lucio Scala
Mycena renati - Lucio Scala
Mycena renati - Lucio Scala
Mycena renati - Lucio Scala

Cappello di piccole dimensioni (1-2 cm), inizialmente conico o campanulato, poi, verso la maturazione, leggermente emisferico o convesso, generalmente con umbone centrale; superficie liscia con evidenti striature al margine; colore rosati tendenti al rosa-giallino, rosa-sporco, rosa-violetto con sfumature grigiastre più intense nella zona centrale e più chiare al margine che a maturità tende ad avvolgersi leggermente su se stesso presentando sempre evidenti striature. Imenoforo a lamelle spaziate, larghe, intervallate da lamellule (struttura lamellare più corta che, interponendosi tra le lamelle stesse, si interrompe prima di giungere al margine), colore bianco-biancastro, grigio, con filo lamellare concolore ma tendente ad assumere una colorazione rosso-bruno-rossastra in prossimità del margine. Gambo centrale, cilindrico, slanciato, flessuoso, ricurvo, liscio, di un bel colore giallo, giallo-lucido, giallo-crema, giallo-ambrato, percorso da striature longitudinale e ricoperto, alla base, da fine peluria bianca. Carne fragile, esigua, sottile e bianco-rosata nel cappello, giallo carico nel gambo, insapore con odore leggermente rafanoide.

 

Inonotus tamaricis superficie sterile
Mycena renati - Franco Mondello
Inonotus tamaricis superficie fertile
Gianbattista Bertelli gentilmente concesso dal figlio Aldo
 
 

Habitat

A nutrizione saprofitica, cresce nel periodo autunnale in gruppi di numerosi esemplari in forma fascicolata, su legno marcescente di latifoglie preferendo zone umide ed ombreggiate.

 

Commestibilità

Non commestibile

 

Caratteri differenziali

E’ una delle poche specie appartenenti al Genere Mycena riconoscibile, anche con una certa facilità, dall’osservazione dei soli caratteri macroscopici senza necessità di ricorrere al microscopio. Si riconosce principalmente per la crescita molto cespitosa; per il colore del cappello rosa-crema più scuro nella zona discale; per il giallo carico del gambo che contrasta piacevolmente con i delicati colori del cappello; per la presenza di una fine peluria bianca alla base del gambo; per le lamelle bianche con filo rossastro verso la parte terminale in prossimità del margine del cappello.

 

Forme e varietà

  • Mycena renati f. alba Robich (2005)

Perfettamente identica nella conformazione morfologico-strutturale e nei caratteri microscopici, differisce per il colore bianco in ogni sua parte.

 

Specie simili

  • Mycena epipterygia (Scop.) Gray (1821)

Differisce per la presenza di una pellicola glutinosa che ricopre il cappello e, a volte, znche ilgambo; per il colore del cappello che spazia tra il giallo, giallo-grigio, grigio-bruno; per il gambo di colore giallo chiaro.

 

  • Mycena inclinata (Fr.) Quél. (1872)

Differisce per il colore del cappello che varia tra il grigio-giallastro ed il grigio-rosato; per il gambo biancastro nella zona alta e crema-nocciola nella parte bassa, interamente ricoperto da una fine peluria biancastra apprezzabile solo nella zona basale.

 

  • Mycena viridimarginata P. Karst. (1872)

Differisce per le colorazioni del cappello e del gambo giallo-verdastre; per l’habitat di crescita che la associa a residui legnosi marcescenti di conifera.

 

  • Mycena bresadolana Robich & Neville (1998)

Molto simile per il colore giallo del gambo, differisce per il colore del cappello più scuro e su toni tendenti al marrone; per la conformazione delle spore subglobose.

 

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Disegni: Gianbattista Bertelli per cortese concessione del figlio Aldo che si ringrazia per la sempre apprezzata disponibilità.

Foto: Franco Mondello; Almir Rizvanovic, Lucio Scala ai quali va rivolto un grazie particolare per la gentile concessione.

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Bibliografia di approfondimento

  • Boccardo Fabrizio, Traverso Mido, Vizzini Alfredo, Zotti Mirca - 2008: Funghi d’Italia. Zanichelli, Bologna. I. (ristampa 2013)

  • Consiglio Giovanni, 1999: Rubrica di miconomastica. I funghi dove…quando. Anno 6 n. 57: 40 – 47. Marzo 1999. Edinatura, Milano. I.

  • Consiglio Giovanni, Papetti Carlo - 2009: Atlante Fotografico dei Funghi d’Italia, Vol. 3. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici, Trento. I

  • Illice Mirko, Tani Oscar, Zuccherelli Adler – 2011: Funghi velenosi & commestibili. Manuale macro-microscopico delle principali specie. Tipoarte Industrie Grafiche. Ozzano Emilia (BO). I

  • Moser Meinhard, 1980: Guida alla detrminazione dei funghi. Art Grafiche Saturnia. Trento, I

  • Robich Giovanni, 2003: Mycena d’Europa. A. M. B. – Fondazione Centro Studi Micologici, Trento. I

  • Robich Giovanni, 2014: Genere Mycena. Estratto da “Appunti di Micologia” (http://www.appuntidimicologia.com/2014/05/genere-mycena.html)

 

Sitografia: