Boletus emilei Barbier (1915)

= Baorangia emileorum (Barbier) Vizzini, Simonini & Gerlardi (2015)

 

Abbiamo più volte inteso evidenziare, in precedenti “Riflessioni Micologiche”, come il vasto ed esteso territorio boschivo della provincia di Messina e della Sicilia tutta, grazie alle numerose e varie culture arboree che lo ricoprono, ben si presta alla crescita di specie fungine rare e poco diffuse sul territorio nazionale. Ancora una volta “Madre Natura” ha inteso mostrare la sua generosità, ripagando l’impegno dei ricercatori, consentendo il ritrovamento di altra specie poco conosciuta e poco descritta in letteratura. L’attuale nuovo ritrovamento (estate 2016) effettuato sui Monti Nebrodi in Località Galati Mamertino (ME) Bosco di Magalaviti, ci fornisce lo spunto per questa nuova “Riflessione Micologica”: Boletus emilei = Baorangia emileorum. 

Si tratta di una specie ritenuta rara, della quale si hanno poche segnalazioni di ritrovamenti limitate ad alcune regioni d’Italia. Si riproduce, in simbiosi ectomicorrizica (quando le ife fungine si attorcigliano alle radichette degli alberi formando un vero e proprio manicotto attorno a queste ultime) in boschi di latifoglie, specialmente querce e castagni, ove fa la propria apparizione fin dall’estate, protraendola fino al tardo autunno.

E’ stato da sempre posizionato, nella sistematica fungina, nella Classe Basidiomycetes, Ordine Boletales, Famiglia Boletaceae, Genere Boletus.

In atto, a seguito recenti studi di varia natura, la sua posizione è stata rimodulata ed inserito nel nuovo Genere Baorangia. (1)

 

Genere Baorangia Wu Gang & Yang Zhu L. (2015) (1)

Nel genere vengono inseriti basidiomi appartenenti alla Famiglia Boletaceae che si differiscono da quelli appartenenti agli altri generi della stessa famiglia per l’imenoforo relativamente sottile. I basidiomi si presentano con cappello emisferico, ricoperto da un leggero tomento (peluria), inizialmente convesso e tendente ad appianarsi verso la maturazione, con margine incurvato negli esemplari giovani;  tubuli relativamente corti, solitamente decorrenti sul gambo, di colore giallo, viranti dal blu chiaro al blu verdastro al taglio; pori angolosi o quasi tondeggianti; gambo liscio o, occasionalmente, con leggero reticolo nella parte superiore; carne giallo pallido, giallastra, virante all’azzurro pallido.

 

Boletus emilei Barbier (1915) = Baorangia emileorum (Barbier) Vizzini, Simonini e Gerlardi (2015)

 

Boletus emilei
Boletus emilei - Foto Vincenzo Migliozzi
Boletus emilei
Boletus emilei - Foto Vincenzo Migliozzi

 

Cappello: generalmente di medie dimensioni che a volte si spingono verso misure più grandi raggiungendo anche i 15-20 cm. di diametro, inizialmente emisferico- convesso, tende, a maturazione, ad appianarsi. Si presenta, da giovane, con il margine leggermente involuto (quando tende ad arrotolarsi su se stesso verso il basso), irregolare e sempre lobato (quando si presenta ondulato con sinuosità più o meno profonde). La superficie è caratterizzata da cuticola leggermente viscida a tempo umido, asciutta e lucida a tempo secco, leggermente vellutata negli esemplari giovani. Si caratterizza per il meraviglioso colore rosato, rosa antico, rosa-rosso, rosso-vinoso tendente al rosso-cardinale, colorazione che rende il carpoforo molto simile a Boletus regius e B. pseudoregius (specie recentemente riposizionate nel nuovo genere Butyriboletus).

 

Imenoforo: si presenta con tubuli inizialmente corti, poi, verso la maturazione, di media lunghezza. Si posizionano sul gambo in maniera adnato-subdecorrente o anche decorrente; di colore inizialmente giallo, tendenti, verso la maturazione, al giallo-verdastro; pori grandi, irregolari, concolori ai tubuli, virano al verde-bluastro alla pressione.

 

Gambo: centrale, a volte leggermente eccentrico, cilindrico, ingrossato all’apice, attenuato alla base fino a leggermente radicante, giallino nella parte superiore, rosso-brunastro in quella inferiore; non reticolato, con granulosità o fioccosità rossastre all’apice, virante al blù-nerastro al tocco.

 

Carne: inizialmente soda, molle verso la maturazione; colore giallo chiaro, giallognolo, con viraggio più o meno intenso al taglio verso il grigio-azzurro o, a volte, verso il rosso-vinoso. Odore fruttato e sapore dolciastro.

 

Habitat: fruttifica, generalmente, dall’estate all’autunno, in boschi di castagno, querce e leccio, con crescita singola o anche cespitosa a gruppi di vari esemplari. In considerazione dei pochi ritrovamenti, limitati solo ad alcune regioni italiane, viene ritenuto specie rara.

 

Commestibilità: commestibile discreto.

 

Etimologia: dal nome proprio di persona Emile, con espresso duplice riferimento al micologo francese Jean Luis Emile Boudier (Garnay, 6.1.1828 – Blois, 4.2.1920), e ad Emile Boirac, Presidente della Société Mycologique de la Cote-d’Or

 

Basionimo :

  • Boletus emilei Barbier (1915)

 

Sinonimi:

  • Boletus speciosus Frost ss. Marchand (1974)
  • Boletus bicolor Peck ss. Galli (1980)
  • Boletus aemilii Barbier ss. Alessio (1985)
  • Boletus spretus Bertéa (1988)
  • Baorangia emilei (Barbier) Vizzini, Simonini, Gelardi (2015)

 

Nome corrente :

  • Baorangia emileorum (Barbier) Vizzini, Simonini, Gelardi (2015)

 

Similarità: si confonde con facilità, specialmente per i colori del cappello, con Boletus regius e Boletus pseudoregius (ora Butyriboletus regius e Butyriboletus. fuscoroseus), i quali si differenziano sia per il colore dei tubuli e dei pori che si presentano gialli, sia per il reticolo che ne adorna il gambo. In particolare il primo è privo di viraggio, il secondo vira all’azzurro.

 

Note nomenclaturali e tassonomiche:

dal momento della sua prima identificazione ad oggi è stato oggetto, relativamente al suo corretto posizionamento tassonomico, di interpretazioni controverse che hanno creato opinioni contrastanti nel mondo della micologia: identificato, per la prima volta, nel 1915 ad opera di Maurice Barbier, viene posizionato nella Famiglia Boletaceae con la denominazione di Boletus emilei,  Nel 1988, ad opera del micologo Paul Bertéa, viene identificato un carpoforo analogo con la denominazione di Boletus spretus che, dallo stesso autore, viene ritenuto essere diverso dall’esemplare di Barbier del 1915. I due taxa, in considerazione anche dei limitati ritrovamenti, stante le argomentazioni di Bertéa, vengono considerati, per lungo tempo, separati ed identificativi di specie diverse. Oggi, grazie agli approfonditi studi condotti dai micologi italiani Valerio Bertolini e Giampaolo Simonini, in accordo con analogo concetto espresso da Carlo Luciano Alessio (Alessio C. L. 1991) è stata “appurata l’identità tra i due taxa, con priorità obbligatoria per la specie di Barbier in quanto precedentemente pubblicata in modo valido”. (Bertolini V. e altri, 2013).

Successivamente, nel 2015, ad opera dei micologi Vizzini, Simonini, Gelardi, in considerazione di nuovi studi molecolari che hanno portato alla creazione del nuovo Genere Baorangia (1) viene posizionato in tale Genere con la denominazione di Baorangia emilei. Tale epiteto, ancora una volta, per l’applicazione corretta delle norme nomenclaturali previste dal Codice Internazionale di Nomenclatura di Melbourne (ICN- Artt. 60-61-62), viene modificato in Baorangia emileorum (Della Maggiora M. 2016). Tale ulteriore modifica si è resa necessaria in quanto la originaria denominazione, come si evince da una descrizione della specie antecedente quella ufficiale del 1915, venne adottata dal suo autore per rendere omaggio a due personaggi dallo stesso nome: “Le première est un Bolet que nous nommerons Boletus Emilei, rendant par là un même hommage reconnaisant à notre éminent conseiller en mycologie, M. EMILE BOUDIER, et à notre dévoué Président de la Société mycologique de la Côte-d’Or, M. le Recteur EMILE BOIRAC”. (Barbier M. 1914) e, quindi, in applicazione delle norme del Codice Internazionale: “Se il nome di una persona termina per vocale o per “er” l’epiteto sostantivale si forma aggiungendo la desinenza del genitivo accordata al sesso ed al numero delle persone commemorate” (ICN Melbourne 2011, Art 60 Raccomandazione 60C.1.a); nel caso specifico, quindi, si aggiunge “orum” al nome di persona e, con la denominazione corrente di Baorangia emileorum, speriamo che la intricata vicenda nomenclaturale che accompagna questa bellissima ed interessante specie fungina sia definitivamente conclusa.

Si ringrazia:

  • Marco della maggiora per l’interessante materiale bibliografico gentilmente fornito.
  • Vincenzo Migliozzi per la concessione, e l’autorizzazione alla pubblicazione, delle foto.

 

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1 Baorangia G. Wu & Zhu L. Yang: genere di nuova istituzione, circoscritto, nell’anno 2015, dai  micologi cinesi Gang Wu e Yang Zhu L.. La denominazione deriva dai termini cinesi ”bao” (sottile ) e “rang” (imenio) con riferimento alla tipicità dell’imenio che, caratterizzato da tubuli corti, si presenta tipicamente sottile.

 

Foto: Enzo Migliozzi

 

Bibliografia:

  • Alessio Carlo Luciano - 1985: Boletus Dill. ex L.,  Collana Fungi Europaei. Ed. Biella G., Saronno,
  • Alessio Carlo Luciano – 1991: Boletus Dill. ex L., Supplemento. Collana Fungi Europaei. Ed. Biella G., Saronno
  • Barbier Maurice – 1914: Description de deux espcèces probablement nouvelles. Bulletin de la Société Mycologique de la Côte-d’Or n. 8: 12-13
  • Barbier Maurice – 1915 : Description de deux espèces de champignons probablement nouvelles. Bulletin de la Société Mycologique de France n. 3: 53-54.
  • Bertolini Valerio, Simonini Giampaolo - 2013: Problemi nomenclaturali inerenti alla Famiglia Boletacee. I – Tipificazioni: Boletus torosus, B. rhodopurpureus e B. emilei. Rivista di Micologia – Bollettino dell’Associazione Micologica Bresadola - Anno LVI n. 2:117-134, Trento
  • Boccardo Fabrizio, Traverso Mido, Vizzini Alfredo, Zotti Mirca - 2008: Funghi d’Italia. Zanichelli, Bologna (ristampa 2013)
  • Cetto Bruno – 1970, I funghi dal vero, Vol. 6. Saturnia, Trento
  • Consiglio Giovanni, Papetti Carlo - 2009: Atlante Fotografico dei Funghi d’Italia, Vol. 3. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici, Trento
  • Della Maggiora Marco – 2016: Boletaceae Chevall. Stato attuale della nomenclatura. Annali Micologici A.G.M.T., n. 9: 85-116. A.G.M.T. Santa Croce sull’Arno (PI)
  • Foiera Fabio, Lazzarini Ennio, Snabl Martin, Tani Oscar – 2000: Funghi Boleti. Calderini edagricole, Bologna
  • Galli Roberto - 2013: I Boleti. Micologica, Pomezia
  • ICN – 2011: International Code of Nomenclature for algae, fungi, and plants (Melbourne Code)
  • ICN – 2011: Codice Internazionale di Nomeclatura per alghe, funghi e piante. (Codice di Melbourne) Traduzione italiana dalla versione inglese. Società Botanica Italiana Onlus, Firenze
  • Wu Gang, Zhao Kuan, Li Yan-Chun, Zeng Nian-Kai, Feng Bang, Halling Roy E., Yang Zhu L. – 2015: Four new genera of the fungal family Boletaceae.